…Addis Abeba così normale e così diversa!
Trip Start
Jul 30, 2009
1
24
Trip End
Aug 22, 2009
Sveglia ore 06.30, colazione con biscotti buonissimi e S. Messa alle ore 08.00 tenuta in aramaico ma con un rito di tipo orientale. E' una funzione molto strana e diversa da quelle alle quali siamo abituati ed è ricca di gesti particolari e di preghiere cantate. Alle 09.30 Abba Roberto terminata la Messa ci ha fatto fare un giro della città facendoci un po’ da guida e ci ha portato a visitare la missione in cui opera: Don Bosco Mekanissa. Subito è apparso lampante ai nostri occhi l’abisso di realtà tra la capitale e i posti dai quali abbiamo trascorso queste ultime settimane. Qui sono presenti scuole primarie e secondarie, laboratori e officine con macchinari anche costosi, Chiesa enorme e bellissima, abitazioni per i salesiani e per gli ospiti, campi da calcio, da basket, da pallavolo e oratorio con mensa e teatro dove è possibile anche proiettare i film... nulla a che vedere con la piccola televisione che collegavamo a Pugnido per far vedere le foto ai bimbi della scuola!
Lo scopo di questa missione è prevenire che i bambini finiscano per la strada e quindi insegnano loro le materie scolastiche ai più piccoli e un lavoro ai più grandi.
Arrivati nella zona dell’oratorio siamo stati invasi da bambini che rispetto a "quelli di Don Giorgio" sono più chiari (mulatti) ma anche un po’ più aggressivi e maneschi.
L’impatto onestamente non è stato delizioso come il primo giorno in Etiopia, ma forse anche noi iniziavamo ad essere stanchi e meno tolleranti del solito.
Dopo pranzo ci siamo riposati nella sala TV e anche accendere questo elettrodomestico così scontato nella normalità di tutti i giorni ora a noi è sembrato un gesto quasi strano.
Dopo un paio di ore è venuto a prenderci Abba Dino e siamo andati a visitare anche la sua missione: Don Bosco Children.
L’intento di questo centro è quello di raccogliere i ragazzi dalla strada, di rieducarli e reinserirli nel mondo del lavoro insegnandogli lavori tipo conciare la pelle e costruire mobili in bamboo che poi vengono venduti da un’azienda di Cuneo nel mercato ecquo solidale.
Questo centro è ancora più bello di Mekanissa, ha un teatro enorme che è utilizzato anche per matrimoni dove i ragazzi preparano da mangiare e servono ai tavoli in modo da ricavare qualche soldino. C’è una lavanderia e tre camerate con letti a castello che servono come primo step di accoglienza per consentire ai ragazzi di iniziare a stare insieme e accettarsi l’uno con l’altro e poi ci sono altre camerette che sono utilizzate finché i ragazzi non sono ormai integrati nella società e quindi indipendenti e pronti a lasciare la missione.
Abbiamo fatto la nostra ultima cena in Etiopia con Abba Dino che ci ha accompagnato a Gotera a riprendere i bagagli e in aeroporto per il ritorno.
Questa volta ce l’abbiamo fatta….Si torna a casa!!!!
Domani come prima cosa che faremo in aeroporto a Fiumicino sarà quella di consumare un’ottima colazione italiana a base di cappuccino e brioche e poi torneremo pian piano alla normalità, ma sicuramente tutto quello che abbiamo visto, sentito e provato in queste settimane rimarrà sempre nel nostro cuore, nella nostra mente e nei nostri occhi.
E’ stata un’esperienza straordinaria e sicuramente più utile a noi che ai bambini che per un attimo ci siamo illusi di andare ad aiutare.
In realtà sono loro che hanno aiutato noi a capire quanto siamo fortunati e stupidi al tempo stesso… proprio noi che ci sentiamo così potenti ma che sotto sotto psicologicamente e fisicamente siamo molto più fragili pur avendo tutto.
Grazie Don Giorgio.
Grazie bambini.
Grazie Pugnido…. e… a presto!
Lo scopo di questa missione è prevenire che i bambini finiscano per la strada e quindi insegnano loro le materie scolastiche ai più piccoli e un lavoro ai più grandi.
Arrivati nella zona dell’oratorio siamo stati invasi da bambini che rispetto a "quelli di Don Giorgio" sono più chiari (mulatti) ma anche un po’ più aggressivi e maneschi.
L’impatto onestamente non è stato delizioso come il primo giorno in Etiopia, ma forse anche noi iniziavamo ad essere stanchi e meno tolleranti del solito.
Dopo pranzo ci siamo riposati nella sala TV e anche accendere questo elettrodomestico così scontato nella normalità di tutti i giorni ora a noi è sembrato un gesto quasi strano.
Dopo un paio di ore è venuto a prenderci Abba Dino e siamo andati a visitare anche la sua missione: Don Bosco Children.
L’intento di questo centro è quello di raccogliere i ragazzi dalla strada, di rieducarli e reinserirli nel mondo del lavoro insegnandogli lavori tipo conciare la pelle e costruire mobili in bamboo che poi vengono venduti da un’azienda di Cuneo nel mercato ecquo solidale.
Questo centro è ancora più bello di Mekanissa, ha un teatro enorme che è utilizzato anche per matrimoni dove i ragazzi preparano da mangiare e servono ai tavoli in modo da ricavare qualche soldino. C’è una lavanderia e tre camerate con letti a castello che servono come primo step di accoglienza per consentire ai ragazzi di iniziare a stare insieme e accettarsi l’uno con l’altro e poi ci sono altre camerette che sono utilizzate finché i ragazzi non sono ormai integrati nella società e quindi indipendenti e pronti a lasciare la missione.
Abbiamo fatto la nostra ultima cena in Etiopia con Abba Dino che ci ha accompagnato a Gotera a riprendere i bagagli e in aeroporto per il ritorno.
Questa volta ce l’abbiamo fatta….Si torna a casa!!!!
Domani come prima cosa che faremo in aeroporto a Fiumicino sarà quella di consumare un’ottima colazione italiana a base di cappuccino e brioche e poi torneremo pian piano alla normalità, ma sicuramente tutto quello che abbiamo visto, sentito e provato in queste settimane rimarrà sempre nel nostro cuore, nella nostra mente e nei nostri occhi.
E’ stata un’esperienza straordinaria e sicuramente più utile a noi che ai bambini che per un attimo ci siamo illusi di andare ad aiutare.
In realtà sono loro che hanno aiutato noi a capire quanto siamo fortunati e stupidi al tempo stesso… proprio noi che ci sentiamo così potenti ma che sotto sotto psicologicamente e fisicamente siamo molto più fragili pur avendo tutto.
Grazie Don Giorgio.
Grazie bambini.
Grazie Pugnido…. e… a presto!




Comments
E' abbastanza inquietante che tu focalizzi la tua attenzione sul colore della pelle dei bambini definendoli più chiari e addirittura mulatti, poichè è un'osserrvazione alquanto superficiale...la gente non ha colore, il sangue di tutti i bambini è rosso esattamente come il tuo.
E' MOLTO INQUIETANTE che tu invece focalizzi la tua attenzione su una frase dove cerco di descrivere quello che ho visto e provato in quell'occasione e tralasci un blog intero di più di 20 pagine!!!!
Se c'è qualcuno superficiale tra me e te sicuramente non sono io, visto lo scopo principale di questo viaggio...
Mi spiace leggere che qualcuno nel 2010 sia ancora così ignorante!
Qualcuno disse: "Un buon tacer non fu mai scritto"... E' il consiglio che ti do nell'avvenire....