... Sante Cresime e villaggio vicino....

Trip Start Jul 30, 2009
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Trip End Aug 22, 2009


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Flag of Ethiopia  , Gambēla Hizboch,
Sunday, August 9, 2009

Oggi giornata dedicata alle Cresime: Abba Angelo, Vescovo di Gambela, è arrivato intorno alle 08.00 con 3 altri ospiti e dopo averlo accolto con un buon caffè (ottimo qui in Etiopia e spero tanto di riuscirne a portare a casa un po') siamo andati alla Chiesa qui alla missione e abbiamo fatto la prima "tornata" di S. Cresime. Finite queste ci siamo recati al campo Nuer (campo profughi sudanesi) dove il Vescovo ha benedetto la Chiesa “fatta a capanna” Holy Mary, ha confessato (le donne si avvicinano al prete praticamente strisciando in ginocchio, si siedono accanto e se ne vanno senza dargli mai le spalle) e ha cresimato altri ragazzi.

Dopo un pranzo sostanzioso a base di tortellini al sugo e capra fatta in umido accompagnata da molti complimenti e sangria abbiamo salutato i nostri ospiti.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il villaggio vicino alla missione per andare a controllare e fotografare le nuove abitazioni costruite con dei fondi dati dal Trentino.

Subito abbiamo notato la differenza di grandezza, in quanto questo è davvero una città fatta e finita: vie, capanne piccole e grandi con cortili, negozi e mercato.... certo... è un’idea ben diversa della nostra città, ma rispetto agli altri villaggi visti una settimana fa questo è proprio enorme!

Le capanne tradizionali sono tonde, hanno la struttura fatta di bastoni di legno e sono ricoperte di fango grezzo tra i legni e fango “tirato liscio” all’interno e all’esterno da con il tetto fatto di legnetti e paglia. Sui muri all’interno vengono abbellite da centrini fatti dalle donne (usano farli mentre passeggiano tenendo il gomitolo in testa) dai colori fluorescenti che risaltano moltissimo con il grigio/marrone del fango.

Le abitazioni nuove hanno forma quadrata, le più piccole hanno tenuto il tetto di paglia, mentre quelle più grandi hanno il tetto il lamiera ondulata.

Praticamente tutte le famiglie hanno un cortile nel quale ci sono galline, galli, cani, grano e farina stesa per terra sopra a dei teli.

Passando tra le loro vie troviamo donne intente a curare i bambini, a cucinare, a tostare il caffè e a dilettarsi adornando le zucche svuotate e tagliate a metà con delle perline nere, arancioni e azzurre... sono bravissime a dir poco...!

Se dovessimo descrivere in poche parole come sono le donne qui sicuramente potremmo dire nonostante l’ambiente in cui vivono che sono molto fini, riservate, pazienti, silenziose e disponibili. In generale come popolazione notiamo che anche fisicamente hanno una forza e un’equilibrio fuori dal comune in quanto bambini piccoli tengono in braccio bambini alti quasi come loro, ragazzini/e, donne e uomini trasportano per chilometri e chilometri legna, sacchi pieni di grano, bacinelle con dentro chissà chè in testa senza nemmeno usare le mani e il tutto con una scioltezza assurda.

E’ un popolo davvero povero e c’è proprio un’abisso tra i nostri due mondi e nonostante tutto quello che si fa qui alla missione ogni giorno ci si rende conto che è proprio una goccia in un’oceano.

Ci vorrebbero mille parole per descrivere questa gente, ma penso che se non si vive quest’esperienza con i propri occhi non ci sono racconti o foto che possano dargli onore.
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Comments

giuseppe1960
giuseppe1960 on

1 e l'ultima serata in veranda
ciao fili e cinzia siamo sulla veranda di MILAZZO..finalmente dopo tanti tentativi siamo riusciti a salire. L'altro giorno ci ha cacciato fuori di casaa!!. Stiamo tutti bene e vi mandano tutti i saluti.
oggi eravamo al mare e ci siamo fatti il tatuaggio..papà se la fatto nella testa un tribale di colore rosso..la mamma si è fatta una stella sul polso, io mi sono fatto il tribale sulla spalla destra e anke ale. la vita giù in sicilia è sempre la stessa..tranne una cosa..VERANDA DI MILAZZO NN SI TOCCA...un bacio e abbraccio da: milanno, giarrusso, cannata, cigna.
P.S.:bisogna vedere se il 16 riusciamo a fare il pane caldo alle 6 di mattina sulla veranda.

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