Gite transcontinentali e sfide tra quartieri

Trip Start Apr 16, 2012
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Trip End May 02, 2012


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Flag of Turkey  ,
Tuesday, May 1, 2012

Mi sento pronto per il grande passo: vado in Asia. Ok, lo so che si tratta solo di un viaggio in traghetto di dieci minuti, ma è comunque la prima volta che oltrepasso i confini dell'Europa. Scopro che in realtà la parte della città che si estende dall'altra parte del Bosforo sembra davvero un altro continente: il numero di turisti cala radicalmente e i prezzi di pari passo con questo. Inoltre la gente del posto sembra più disposta a fare quattro chiacchiere con i forestieri. Così mi fermo a parlare un po' con due restauratori all'esterno di una piccola moschea affacciata sul mare; mi spiegano che è soprannominata "il piccolo gioiello" di Mimar Sinan, il più famoso architetto turco del Rinascimento. Mi indicano anche come trovare altri suoi capolavori in giro per la città, così dopo aver visitato un altro paio di moschee nella parte asiatica riparto con il traghetto verso Istanbul vecchia. Durante il tragitto sono seduto di fianco a una donna con il chador che sta recitando un libro di preghiere. A un certo punto alza lo sguardo, esclama qualcosa e mi invita a guardare il mare: attorno alla nave guizzano fuori dall'acqua diversi delfini! Non credevo che ne avrei trovati a Istanbul, ma mi spiega che in questo periodo dell'anno compiono la migrazione dal Mar di Marmara al Mar Nero ed è facile avvistarli.
L'ultimo lavoro di Sinan che vedo è il più maestoso, la moschea Suleymanyie, che con i suoi 69x63 metri di ampiezza è la più grande della città. Fu fatta costruire dal sultano Solimano il Magnifico per dimostrare al mondo quanto fosse Magnifico, e gli va dato atto che, grazie all'opera del suo migliore artista il risultato è assolutamente Magnifico: la struttura architettonica sobria e imponente è vivacizzata dalla luce che filtra dalle vetrate colorate.
Appena oltre la moschea, mentre esco dal tracciato turistico per cercare le rovine dell'acquedotto dell'imperatore Valente,scopro che c'è anche un altro lato della città, fatto di case diroccate e bambini che trainano su per le salite carichi pesanti il doppio di loro.
Lascio perdere l'acquedotto, anche perché mi ricordo che la mia guida Gungor mi ha dato appuntamento in cima al grattacielo Saphir, il più alto della città, da cui potrò godere di una vista impressionante di tutte le diverse componenti geografiche e architettoniche di Istanbul. Purtroppo il traffico è paralizzato: è il giorno del derby cittadino tra le squadre di Fenerbache e Besiktas. Non posso fare altro che prenderla con rilassatezza e iniziare a chiacchierare di calcio con un po' di tifosi del Fenerbache. Non sanno l'inglese, ma tutto sommato il pallone è una lingua universale.

P.s. La "turchizzazione" del vostro blogger sta progredendo in fretta. Non so se siano le visite alle moschee o l'amicizia con gli hooligans locali, ma quando ho chiesto a una coppia di americani di farmi una foto ricordo hanno sorriso e mi hanno detto che non volevano comprare niente da me...
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Comments

nepomuceno on

E' un bel ritratto di Istanbul, delle sue bellezze e contraddizioni! Ma come hai fatto a parlare di delfini con la donna velata? A gesti, o era anglofona? Strano comunque, e forse espressivo di una versione più liberale dei precetti islamici, che si sia messa in relazione con un uomo sconosciuto e straniero.
Sarebbe interessante saperne di più del lavoro dei bambini e della povertà a Istanbul. Un compito di ricerca per il ritorno.
Buon rientro, e grazie del blog!

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