Thalassa! Thalassa!

Trip Start Apr 16, 2012
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17
Trip End May 02, 2012


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Flag of Turkey  ,
Friday, April 27, 2012

Gli abitanti di Plovdiv rivendicano con orgoglio il fatto che la loro città è da sempre la capitale culturale della Bulgaria. In effetti nel corso dei secoli è sempre stata uno scalo commerciale di primaria importanza nella regione, e tutti i popoli che vi hanno vissuto hanno lasciato qualche testimonianza. Vi si stabilirono per primi i Traci, di cui restano i resti di una fortificazione in cima alla collina più alta della città. Poi fu la volta dei romani, di cui si possono ammirare lo stadio e il teatro. In seguito Plovdiv fu conquistata, come il resto della Bulgaria, dagli ottomani: di questo periodo rimane solo una delle quasi cinquanta moschee esistenti 150 anni fa; in compenso si sono conservati intatti numerosi palazzi sulla collina della città vecchia. Qui tra '700 e '800 i mercanti più ricchi della città costruirono edifici che celebrassero la loro opulenza. Si tratta di case in cui le architetture lignee tipiche dell'architettura turca in quell'epoca si fondono con elementi del rococò delle corti europee.
Con l'inizio del ventesimo secolo e la cacciata dei turchi invece si affermò in maniera decisa l'Art Nouveau occidentale, stile con cui furono costruiti vari palazzi della città bassa.
Anche il periodo sovietico ha regalato alla città uno dei suoi simboli: si tratta del monumento al soldato dell'Armata Rossa, una gigantesca silhouette posta in cima a una delle colline che circondano la città. Con il tempo gli abitanti di Plovdiv si affezionarono alla statua, al punto di darle il nome di Aloysha (diminutivo di Aleksandr) e rifiutarsi di demolirla una volta riottenuta l'indipendenza. Finito il giro degli edifici ho ancora il tempo di visitare il museo etnografico: è incredibile come tantissimi oggetti una volta di uso comune tra i contadini bulgari siano pressoché identici a quelli che usavano nello stesso periodo i loro "colleghi" italiani.
Arriva la sera, e la passo guardando Plovdiv dalla terrazza dell'ostello; il proprietario, Tosh, mi ha invitato a unirmi a lui e ai suoi amici per cena. Ovviamente bevono rakia invece dell'acqua, ma mi insegnano il rimedio bulgaro per evitarne le conseguenze nefaste: dopo ogni sorso bisogna mangiare due forchettate di insalata.
Il mio bus parte all'1 di notte, e alle 3 siamo al confine bulgaro-turco; mi erano giunti racconti sulle operazioni tragicomiche dei funzionari doganali da queste parti e le mie aspettative non sono deluse. Ci fanno scendere dal veicolo per il controllo passaporti in Bulgaria, poi risalire, poi ridiscendere per una pausa al duty free (?), poi risalire e poi discendere di nuovo per il controllo documenti in Turchia; ripetiamo quest'operazione una quarta volta quando ci chiedono di scaricare i bagagli per perquisirli, salvo poi cambiare idea. Passato il confine vedo stagliarsi contro il buio della notte le torri dei minareti di Edirne. Subito dopo mi addormento, e quando riapro gli occhi vedo fuori dal finestrino il Mediterraneo, che avevo abbandonato a Venezia; di fronte ame invece si stanno accendendo le prime luci di Istanbul. Dopo aver percorso 1750 km in linea d'aria e probabilmente il doppio sulle reti di comunicazione balcaniche e aver visitato sette città in cinque Paesi diversi il viaggio è terminato. L'avventura però non è ancora finita: ora mi resta da scoprire cosa c'è ai confini dell'Europa.
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Comments

bellarmino on

Ben arrivato a Istanbul!
Credo che l'esperienza della frontiera oggi tocchi soprattutto a chi viene dal Sud del mondo: c'è una disuguaglianza profonda nelle opportunità di mobilità attraverso i confini tra chi viene dal Nord del mondo e chi arriva dal Sud. Quello che hai sperimentato è solo un assaggio dei controlli che riguardano i transiti dei potenziali "invasori": sono modi attraverso cui gli Stati nazionali riaffermano la loro sovranità. Non riuscendo, e forse neppure volendo, controllare la mobilità di aziende, posti di lavoro e flussi finanziari, cercano di rassicurare i propri cittadini-elettori inasprendo la sorveglianza sulla mobilità in arrivo da zone indesiderate.
Buona scoperta dell'affascinante e contraddittoria Istanbul!

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