One step closer

Trip Start Apr 16, 2012
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Trip End May 02, 2012


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Flag of Bulgaria  , Plovdiv,
Wednesday, April 25, 2012

L'ultima mattinata a Sofia non inizia nel migliore dei modi: calcolo male i tempi per arrivare in stazione e perdo il treno delle 10.45 per Plovdiv. Devo aspettare due ore prima del treno successivo, decido quindi di fare un ultimo giro della città. Purtroppo i vani del deposito bagagli della stazione assomigliano più a una gabbia per uccelli che a una cassetta di sicurezza, e proprio di fronte ci sono due individui dall'aria non troppo raccomandabile, che appena vedono il mio bagaglio sembrano leccarsi i baffi come il gatto Silvestro.
Preferisco portarmi dietro lo zaino e, dopo una sosta alla sorgente miracolosa per riempire la borraccia, visito il museo archeologico, dove sono custoditi i tesori dei Traci. Filipp ieri mi ha spiegato che una volta l'edificio che ospita la collezione era una moschea, sconsacrata dopo il crollo della torre del minareto durante una notte di tempesta. Molti però sospettano che il vento e la pioggia quella notte siano stati "aiutati" da una carica di dinamite azionata dalla polizia sovietica.
Tornando verso la stazione incontro un vecchio che chiede l'elemosina: di fronte al mio rifiuto inizia a sputare per terra per attaccarmi il malocchio. In uno slancio di orgoglio patriottico scongiuro le sue maledizioni con un gesto scaramantico tipicamente italico, lasciando lo iettatore interdetto.
Durante le due ore e mezzo di viaggio sul solito, caracollante, treno balcanico, conosco una giovane artista bulgara e un sessantacinquenne che in gioventù ha viaggiato per il mondo a bordo dei pescherecci: sta sfogliando un enorme atlante dell'Europa e mi spiega che l'anno prossimo vuole andare in macchina da Ancona a Granada, dove vive la figlia.
Non ci crederete, ma Plovdiv è una meraviglia. La città vecchia arroccata su una collina, mi fa venire in mente posti come Bruges o Siena: anche qui il tempo sembra essersi fermato qualche secolo fa. Mentre arranco verso l'ostello su una salita di ciottoli sconnessi, con una temperatura di trenta gradi che sembra far sciogliere lo zaino sopra le mie spalle, inizio a rimpiangere le vacanze passate in riva al mare. La fatica è però ripagata dallo spettacolo di case d'epoca che si affacciano lungo i lati della strada che sto percorrendo. Ma ora è tardi, e l'odore che arriva dalla taverna bulgara di fianco all'ostello è irresistibile. Domani vi racconterò qualcosa di più su questa strana città.
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Comments

Guido di Pietro on

Non sapevo che Plovdiv fosse così interessante: ci sono anche monumenti o musei da visitare? E la vita sociale ed economica com'è? E' una città balcanica, turca, europea? Che effetto fa tra la gente un giovane turista italiano fuori stagione?

sirfermor
sirfermor on

Stasera posterò un racconto dettagliato sulla città, comunque divendo scegliere una categoria dove metterla direi che è assolutamente balcanica,ma le persone sono più aperte che nei Balcani settentrionali. Turisti occidentali iniziano ad arrivare, ma ieri sera mentre camminavo con lo zaino verso la stazione c'era gente che mi osservava stranita o commentava con gli amici.

Zio Paolo on

Ciao Michele,
la nonna ha letto riga per riga tutti i tuoi resoconti e mi ha incaricato di dirti che idealmente sta viaggiando anche lei. Tra l'altro parli di posti come Istanbul che anche lei ha visitato. Ti augura di concludere bene questo viaggio che, anche se un po' faticoso giudica istruttivo e divertente.
Ha espresso solo qualche preoccupazione in merito alle notevoli quantità di birra che stai ingurgitando. L'ho tranquillizzata ricordandole che la reggi senza problemi. Allora a presto, un abbraccio. Zio Paolo
P.S. Adesso la nonna vuole imparare a usare il computer così può chattare con i suoi amati nipoti

sirfermor
sirfermor on

Ciao zio. Ringrazia molto la nonna da parte mia, e un grazie anche a te per averla tranquillizzata sul fattore birra :) un abbraccio a te e ai nonni, ci vediamo quando torno in Italia. Michele
P.s. Falle un account facebook e insegnale a chattare!

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