Ho scoperto l'acqua calda

Trip Start Apr 16, 2012
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Trip End May 02, 2012


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Flag of Bulgaria  ,
Monday, April 23, 2012

Per approfittare al massimo del poco tempo che ho a disposizione a Sofia scelgo di unirmi a un Free Walking Tour. Si tratta di un giro a piedi della città guidato da un ragazzo del posto, che in cambio chiede un'offerta libera. È un peccato che a Milano ancora nessuno abbia pensato di farlo. Con lui visito le chiese ortodosse di Sofia, tra cui l'imponente cattedrale di Aleksander Nevski, con la sua cupola dorata che brilla sotto il sole, la moschea della città (è la prima che trovo nei Balcani, la Turchia si sta avvicinando), i palazzi neo bizantini di inizio novecento e quelli sovietici, che nel 1991 pensarono di demolire, salvo poi rendersi conto che demolire strutture così massicce sarebbe costato troppo (radere al suolo la prima richiese sei giorni di lavoro e numerosi chili di dinamite,). L'ultima sosta è alla fonte di acqua minerale della città: lì da numerose fontane sgorga acqua calda, che si dice sia particolarmente salutare. Per questo gli abitanti della città sono soliti recarsi fin lì per riempire le proprie taniche e fare provvista. Mi metto in coda anch'io: non so se sia davvero miracolosa come dicono, ma è un sollievo trovare finalmente dell'acqua che non sappia di cloro..
Le strade sono piene di venditori ambulanti: la maggior parte propone fiori, ma si può trovare di tutto, dai lustrascarpe alle anziane signore che si offrono di pesarti con una bilancia portata da casa.
Finita la visita mi fermo a scambiare quattro parole con la mia guida di fronte a una birra. Si chiama Filipp, è un macedone di ventitré anni emigrato dalla Macedonia quando era bambino. Non ha avuto molti problemi a integrarsi, anche perché i bulgari considerano ancora la sua patria come una parte del loro Paese. La tensione tra Skopje e Tirana secondo lui è dovuta al fatto che nell'ultimo decennio la Macedonia ha accolto circa 500mila kosovari albanesi,ma avendo una popolazione di appena due milioni di persone non è stata in grado di gestire lo shock demografico. Mi racconta anche un episodio storico di cui i bulgari preferiscono non parlare: l'attuale relativa tranquillità all'interno del Paese è dovuta in parte alla deportazione di circa 600mila cittadini bulgari di origine turca.
Salutato Filipp c'è ancora il tempo di visitare una chiesa ortodossa celata nel cortile di un palazzo di epoca sovietica. all'interno si intravedono antichissimi affreschi bizantini, anneriti dal fumo di incenso e candele.
La sera vado a bere una birra in un locale illuminato solo da candele che mi è stato consigliato da Filipp. Lì incontro un fotografo di moda, residente a Milano nella centralissima via Turati, in compagnia di una top model bulgara. Probabilmente in Italia ci eviteremmo reciprocamente, ma i viaggiatori fanno tutti parte della stessa famiglia, e la serata passa chiacchierando piacevolmente.
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Comments

piero della francesca on

bello questo ritratto di Sofia in poche righe. Mi sembra si colga molto della stratificazione storica e delle contraddizioni di una città sospesa tra Occidente e impero turco, della sua eredità sovietica e dei conflitti balcanici sempre aperti. L'hai trovata più o meno povera della Serbia? L'ingresso in Europa ha migliorato la vita della gente?
Sempre avanti, col vento a favore!

sirfermor
sirfermor on

Ti ringrazio. In effetti è una città molto particolare, forse ancora più difficile da capire per un occidentale rispetto alle altre capitali balcaniche. Ora sono a Plovdiv, dove l'incontro delle diverse culture ha dato risultati straordinari. Riguardo alla questione economica ho visto troppo poco per poterti dare un parere attendibile. In generale la Bulgaria è meno costosa della Serbia, però in quest'ultima mi è sembrato di cogliere profonde differenze tra una metropoli cosmopolita come Belgrado e il resto del Paese. inoltre Sofia si sta sviluppando rapidamente, e in tutta la città si possono vedere cantieri e progetti patrocinati dalla Ue;ogni degli obiettivi per il futuro è quello di diventare capitale europea della cultura nel 2019.

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