Costantino's polis

Trip Start Apr 16, 2012
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Trip End May 02, 2012


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Flag of Serbia  ,
Sunday, April 22, 2012

La nottata è stata un inferno. Il mio compagno di stanza marsigliese russava così forte da tenere svegli anche quelli che dormivano nella stanza a fianco. Dovendo fare un paragone, lo definirei simile al rumore di un orso ferito da una motosega.
Quindi mi sveglio presto e vado alla scoperta di Nis. Nonostante alcune cupe vicende nell'ultimo secolo (prima i nazisti vi stabilirono un campo di concentramento, poi divenne la sede dei nazionalisti serbi durante l'ultima guerra) la città ha ora un aspetto gradevole.
Qui nacque l'imperatore Costantino, e si conservano ancora i resti del suo palazzo e dell'antica fortezza, poi ristrutturata dagli ottomani. Scopro che il papa visiterà Nis l'anno prossimo, per le celebrazioni in occasione del centenario dell'editto di Milano, proclamato da Costantino nel 313. Nonostante siano ortodossi (e a quanto ho capito un po' ostili nei confronti della chiesa cattolica) per loro sarà una ricorrenza importante, perché il ricordo della legge che stabilì la supremazia del cristianesimo qui assume anche un significato politico nazionalistico. 
A proposito di nazionalismo,  Nis fu uno dei maggiori centri della resistenza ai turchi, al punto che durante una battaglia in cui la sconfitta era ormai certa, i serbi decisero di farsi saltare in aria sparando nel deposto delle munizioni, al fine di uccidere più ottomani possibile. In risposta a questo gesto i turchi edificarono una cappella in cui incastonarono i teschi dei nemici caduti, intendendo farne un simbolo delle conseguenze di un'altra ribellione. Una volta tanto i serbi si trovarono d'accordo con loro, e quando la nazione fu liberata la elessero anch'essi a simbolo della loro resistenza agli invasori.
Decido di visitarla, ma dopo un breve viaggio su un autobus stracolmo, in cui vengo usato come sostegno per aggrapparsi da due vecchietti, scopro che oggi la torre è chiusa al pubblico.
Quando arriva il momento di partire scopro che il mio treno è stato cancellato, quindi per il secondo giorno di fila mi imbarco su un bus. Durante il viaggio passo attraverso uno dei paesaggi naturali più belli dei Balcani: le gole del fiume Nisava, una valle stretta tra montagne bianche da cui spuntano antichi monasteri.
Arrivato al confine aspetto quaranta minuti per la "cerimonia" dei controlli doganali. Prima un poliziotto serbo sale sul bus e scruta con attenzione i volti dei passeggeri, per assicurarsi che non differiscano dalle foto sui documenti, poi veniamo fatti scendere  dal mezzo e un poliziotto bulgaro ripete la stessa operazione in uno stanzino.
Dopodiché si viaggia tranquilli, e arrivo a Sofia in tempo per la cena. Cosa c'è da quelle parti ve lo racconterò domani, per ora posso dirvi che la ragazza alla reception parla esattamente come Marina Massironi nello sketch dei bulgari.
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Comments

pietro igneo on

L'editto di Costantino stabiliva la tolleranza verso il cristianesimo, non la supremazia, sancita da Teodosio.
Comunque colpisce come la storia serva alla politica di oggi e ai suoi fantasmi.
Sarebbe interessante capire se sotto la crosta dei nazionalismi contrapposti nella vita quotidiana la gente riesce a mettersi in rapporto e a convivere con i supposti nemici etnici.
Buon proseguimento!

sirfermor
sirfermor on

Ti ringrazio per la correzione, hai assolutamente ragione. Temo che la propaganda nazionalista serbo-ortodossa stia iniziando a influenzare anche me...
Riguardo alla convivenza, parlando con un po' di persone mi sto convincendo che le differenze tra le varie etnie nei Balcani siano state "gonfiate" e instillate nella mente delle persone dai leader politici. La convivenza era possibile nel passato e, in alcuni caso lo è anche oggi. Quello che ancora non ho capito però è se col tempo si stiano affievolendo le idee che hanno portato all'ultima guerra o se invece si stiano radicando in maniera irrimediabile.

sirfermor
sirfermor on

Per farti qualche esempio riguardo alla convivenza al giorno d'oggi, oltre al caso dei progetti delle ong di cui ho parlato qualche giorno fa, mi è stato detto che la regione della Voivodina ( nord della Serbia) ospita senza problemi ortodossi, cattolici e musulmani.

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