Un angelo nel caffè

Trip Start Apr 16, 2012
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Trip End May 02, 2012


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Flag of Croatia  ,
Thursday, April 19, 2012

Giovedì mattina visito Zagabria. Comincio dalla cattedrale, dove una suora mi accompagna nella sagrestia per vedere degli affreschi del 1300. Accanto alla chiesa c'è un parco, che si racconta fosse la riserva di pesca di un vescovo, che desiderava avere pesce fresco ogni venerdì; la cattedrale e il parco sono circondati da una cinta muraria costruita nel 1500, quando la minaccia di un assedio da parte dei turchi era all'ordine del giorno. Non è l'unica fortificazione rimanente in città: poco distante c'è una torre da cui ogni giorno alle 12.00 viene sparato un colpo di cannone, probabilmente con il solo scopo di terrorizzare ignari blogger che passano là sotto al momento sbagliato. In seguito visito la chiesa di San Marco, con il suo tetto incredibilmente kitsch (vi invito a cercare una foto su Google per capire cosa intendo), il Teatro Nazionale e l'archivio storico, su cui svettano gigantesche statue di gufi. Si cammina volentieri, la città è pulita e piena di parchi e aiuole in fiore; per pranzo mi fermo nel grande mercato di Dolac, dove scopro l'esistenza del burek: una sfoglia ripiena di carne e qualcos'altro di ignoto ma iper proteico, che alla Modica cifra di 1 euro mi sfama fino a sera. Nel pomeriggio visito il Museo Mimara, che espone una vasta collezione di opere d'arte dall'Antica Grecia al Settecento (in alcuni caso attribuite in maniera un po' fantasiosa) e mi stendo a "riflettere a occhi chiusi" su una panchina dell'orto botanico. 
Tornato in ostello faccio quattro chiacchiere con Kruno, che mi spiega come il ricordo dell'ultima guerra sia ancora troppo vivo: secondo lui i serbi si comportano in maniera gentile con i croati cercando di ricucire lo strappo, ma per molti suoi compatrioti è difficile dimenticare.
A cena invece mi tiene compagnia Bilel. Lui è un autentico cittadino del mondo: nato in Tunisia, prima di trasferirsi in Croazia ha lavorato in Inghilterra, Francia e Italia. Memore della sua esperienza nel nostro Paese, quando ha saputo del blog mi ha chiesto di raccontare ai miei connazionali che lui è un lavoratore onesto, per sfatare i pregiudizi sui tunisini.
Dopo esco per bere una birra in tranquillità, ma il mio progetto va a monte subito: al bancone del pub incontro un ragazzo belga ospite di amici croati, che mi invitano a seguirli a una festa di compleanno in un altro locale. Qui due ragazze si divertono a leggere il futuro nei fondi del caffè: secondo loro c'è un angelo, che mi guarda le spalle in questo viaggio.

Mich
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Comments

vecchio lupo on

Carino il ritratto di Zagabria, ne viene fuori una città molto più curata e in ordine di quello che molti pensano. Ma il nazionalismo croato e l'eredità della guerra con i serbi sono ancora forti? E la prospettiva di entrare nell'Unione europea come viene vissuta?
Buon proseguimento!

sirfermor
sirfermor on

I croati non parlano molto di politica. A quanto ho potuto capire c'è una crescente apertura verso l'Europa, mentre i rapporti con la Serbia rimangono tesi. L'unica cosa su cui i due popoli sembrano concordare è l'odio verso gli albanesi...
A Belgrado invece i locali mi hanno parlato quasi solo di politica, nel prossimo post ti racconterò cos'è venuto fuori ;)

Guly on

"l'archivio storico, su cui svettano gigantesche statue di gufi"

Cesaretti controlla che tu sbagli la formazione anche fuori dall'UE

sirfermor
sirfermor on

Ahahah dovevo fare unaf foto da mandargli XD

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