Serenissimamente

Trip Start Apr 16, 2012
1
3
17
Trip End May 02, 2012


Loading Map
Map your own trip!
Map Options
Show trip route
Hide lines
shadow

Flag of Italy  , Veneto,
Monday, April 16, 2012

Parto dalla Stazione Centrale di Milano alle 7.00 di mattina, accompagnato da un cielo di ghisa e qualche goccia di pioggia. Il regionale si ferma ogni venti minuti nelle stazioni dei paesini industrializzati della pianura lombarda,  mentre lungo il paesaggio si alternano il cemento dei capannoni delle fabbriche e il fango dei campi appena arati. La vista del lago di Garda è un sollievo; da lì in poi il viaggio diventa più gradevole, in Veneto inizio a vedere un po' di verde e a poco a poco le nuvole si diradano. Quando mi appare la laguna di Venezia è avvolta dalla luce del sole.
Alla stazione di Santa Lucia trovo ad attendermi Mattia, un amico di Milano trasferitosi perché lui guarda molto più a Oriente di me: è a Venezia per studiare cinese.
Il tempo di lasciare lo zaino e comincio a inseguirlo per campi, calli e sottoporteghi. Mattia sembra orientarsi a meraviglia nel labirintico centro storico, e nelle poche ore che ho a disposizione per la visita riesce a portarmi in tutti gli hotspots della città: il ponte di Rialto, quello dei Sospiri, il palazzo del Bovolo, Santa Maria della Salute e la chiesa dei Frari,, dove per secoli hanno gareggiato in bravura i migliori artisti della Repubblica di Venezia, dal Bellini al Canova, passando per la pala d'altare di Tiziano che troneggia sull'abside. Arriviamo infine in Piazza San Marco, e a guardare le cupole della basilica sembra già di essere arrivati a Istanbul. In effetti qualcosa che appartiene ai turchi c'è: le quattro statue equestri bronzee poste sopra il portale, trafugate durante l' infame quarta crociata,  in cui l'armata occidentale saccheggiò Costantinopoli, all'epoca ancora in mano ai cristiani.
Al calar del sole corriamo al riparo dalla fiumana di turisti e dalla grandine che all'improvviso inizia a cadere a secchiate, rifugiandoci a bere uno spritz; è in quel momento, quando cala tra i vicoli un silenzio surreale e osservi il sole tramontare lentamente, che capisci come mai Venezia si è guadagnata l'appellativo di Serenissima.




My journey starts from the Milan Central Station at 7.00 am; my very first companions are a mournful sky and a few drops of rain. The local train stops every twenty minutes at the stations of industrial towns in the middle of Lombardia; the landscape offers nothing but concrete factory walls and muddy, recently ploughed fields. The view of Lake Garda is a relief; from there onwards the journey becomes more pleasant. In Veneto I begin to see some patches of green and little by little the clouds thin out. When I finally get to see it, the Venice lagoon is surrounded by sunlight.
In Venice I find my friend Mattia waiting for me at the railway station; he moved from Milan to Venice to study Chinese at the local university, the most renowned place in Italy for the study of Eastern cultures.
I take a few moments to leave my backpack and I start rushing behind Mattia throughout calli, campi and sottoporteghi (the Venetian names for places and streets). My friend is able to find his way without any problem in this labyrinthine old town, and in few hours we visit all the hotspots in the city: the Rialto bridge, Santa Maria Della Salute, Palazzo del Bovolo and the Frari Church, where along the centuries the best artists of the Venetian Republic - from Bellini to Canova - put their skills to good use.
We finally arrive in Piazza San Marco, and looking at the ceilings of the church I feel already in Istanbul. In fact there are some objects from Byzantium in the building: the four bronze horses over the portal of the church, stolen during the infamous fourth crusade that led to the sack of Costantinople, at the time still a Christian city.
At sunset we take shelter in a quiet bar from the flood of tourists and from the bucketloads of hail that suddenly start falling. In that moment, when the alleys are shrouded in a surreal silence and the sun slowly goes down, you understand why Venezia has earned the nickname of the Serenissima.
Report as Spam

Comments

Ceci A. on

Che invidia vedere Venezia così! il tramonto, la grandine, i cavalli (però quelli bizantini por favor) e sulla via di Damasc...pardon Costantinopoli hai anche incontrato Gesù! (cosa vuoi di più?) bella idea il blog!! Buon proseguimento!!!

sirfermor
sirfermor on

Thanks to Valerio for the help!

Add Comment

Use this image in your site

Copy and paste this html: