Rettilineo

Trip Start Apr 20, 2008
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106
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Trip End Ongoing


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Where I stayed
Bush camp

Flag of Australia  , Western Australia,
Sunday, May 17, 2009

pRiuscissi a bloccare il volante e l'acceleratore, potrei tranquillamente farmi una pennica per un'oretta e mezza. Senza rischiare assolutamente nulla. Traffico? Su questa strada questa parola non esiste, a parte qualche raro incrocio con uno di quei bestioni con tre rimorchi che chiamano roadtrain, e qualche incontro con fauna varia, soprattutto canguri. E soprattutto morti. Curve? Su questo tratto di Eyre highway non esistono curve: 147 chilometri di rettilineo. Centoquarantasette chilometri di strada dritta come un filo. Tanto per farvi un'idea immaginatevi di partire da Trento ed arrivare in Austria senza mai toccare il volante. Resa l'idea?
Qualcosa di magico, surreale, ipnotico; se poi ci si mette anche Nikki il deejay, che sfodera un album dei Pink Floyd, allora sembra proprio di viaggiare su un'astronave. Un'esperienza oserei dire mistica. Aggiungeteci il paesaggio sconfinato senza l'ombra di un albero, il cielo che come sempre in Australia sembra centomila volte piu' grande, le aquile che svolazzano in cerca di qualche roadkill da sbranare, ed il viaggio si trasforma in un sogno. Come si possa anche solo pensare di definire questo roadtrip noioso, come la maggior parte della gente lo definisce saltando da Perth ad Adelaide in aereo, non lo posso proprio capire. Per me, ogni giorno che passa, si sta trasformando nell'esperienza piu' bella che abbia fatto in questo continente finora.
Arrivati a Norseman da Esperance,duecento chilometri bevuti in un lampo, Bianca ha svoltato verso est imboccando finalmente la mitica Eyre highway: l'unica strada asfaltata che collega Western Australia e gli stati orientali, South Australia, Victoria e New South Wales. Fino a trent'anni fa non c'era nemmeno l'asfalto e chi tentava la traversata entrava di diritto nella leggenda; oggi c'e' l'asfalto, c'e anche un po' piu' di traffico, in grande maggioranza i roadtrain che fanno la spola tra Perth e Adelaide giorno e notte, sette giorni su sette. Ma non sono comunque tantissime le persone al mondo a poter dire di aver fatto questo roadtrip.
Come previsto non c'e' assolutamente nulla lungo questa strada, a parte occasionali roadhouse ogni duecento o trecento chilometri, giusto per fare benzina ogni tanto. I cartelli con le distanze indicano le stazioni di servizio come fossero paesi o cittadine: Balladonia, Caiguna, etc etc. Ma non sono altro che un complesso di due o tre case con una pompa di benzina nel mezzo del nulla. A proposito di benzina, come mi aspettavo da queste parti il prezzo sale vertiginosamente rispetto alle citta'; a Perth, ma anche ad Albany, il prezzo si aggira sui 1,10 dollari al litro (=0,60 euro), ma piu' ci si spinge in mezzo al nulla, piu' il prezzo sale, fino ad arrivare quasi a due dollari (1 euro) in qualche roadhouse. Per carita', sempre economica rispetto all'Europa, ma un vero furto in Australia. Il motivo pero' e' ovvio, dato che devono trasportare camionate di benzina per migliaia di chilometri; poi un pochettino ne approfittano, visto che non puoi mica dire "vabbe' qui costa troppo, vado al prossimo benzinaio!": il prossimo benzinaio la maggior parte delle volte dista due o trecento chilometri!
A parte questo c'e' anche una pista di atterraggio ogni tanto. Si, avete capito bene, pista di atterraggio. La strada si allarga improvvisamente, un cartello ti avverte di fare attenzione perche' ogni tanto atterra un aereo per eventuali emergenze, la segnaletica orizzontale cambia e sembra proprio di guidare in un aeroporto! Superata Balladonia, incontriamo il cartello che ci avvisa che stiamo per percorrere il rettilineo piu' lungo d'Australia, e probabilmente uno dei piu' lunghi del mondo. Volante che non si muove di una virgola e acceleratore piantato sui 120 all'ora, anche se il limite e' 110 e gli australiani sembrano prenderlo molto seriamente. E' davvero incredibile quanto siano pignoli nel rispettare i limiti: se c'e' un cartello con un limite di 30 all'ora, vanno ai 30 all'ora non un chilometro in piu'. Va bene essere prudenti, ma quando e' troppo e' troppo. Poi anche dovessi andare ai 150 o piu', ma chi vuoi che se ne accorga in questo deserto sconfinato? Hai paura che ti becchino con l'autovelox? Autovelox?? Ma se e' gia' tanto che ci sia l'asfalto!! Oltre a questo, ogni tanto Bianca sembra quasi implorarmi di dar libero sfogo ai 4000cc del suo motore; sembra un motore assurdamente grosso di cilindrata, ma in Australia, quasi come negli USA, e' cosa normale. Poi quando devi sorpassare un tir con tre rimorchi lungo piu' di trenta metri, ti accorgi che quel motore ti serve tutto: e' un piacere sentire Bianca che con il suo cambio automatico ti scala un paio di rapporti e riparte a razzo togliendosi di torno i roadtrain in un batter d'occhio.
L'interminabile rettilineo finisce poco prima della roadhouse di Caiguna; confesso che la prima curva l'abbiamo accolta con stupore dopo tutti quei chilometri; abbiamo anche fatto delle foto, tanto ci sembrava anormale. Il sole sta per tramontare, e come sempre non e' che sia una grande idea quella di viaggiare di notte, data la quantita' di canguri, che da queste parti sono giganteschi, che popola i paraggi; a meno di non guidare un roadtrain: in quel caso non ci si accorgerebbe dell'impatto nemmeno se al posto dei canguri ci fossero elefanti, tanto sono enormi quei camion. Effettivamente una buona idea sarebbe quella di piantarsi dietro uno di questi roadtrain e lasciare che ti aprano la strada, ma l'idea di vedere in diretta lo sterminio notturno di canguri non e' che mi piaccia piu' di tanto. Anche se ormai ne ho visti talmente tanti morti lungo la strada che non ci faccio piu' caso: non tento nemmeno piu' di schivarli.
Ci fermiamo in un'area di sosta lungo la strada; niente di che', solamente un piazzale dove parcheggiare e campeggiare in attesa di riprendere la marcia domani mattina. Prima di preparare un meritato piatto di pasta, ci godiamo il consueto spettacolo del tramonto in mezzo al deserto, accompagnato dal suono del didjeridoo, strumento musicale degli aborigeni che Nikki ha imparato a suonare mesi fa e che sto provando a suonare pure io da qualche giorno. Ripenso alla fantastica giornata lungo la strada che abbiamo appena trascorso, ed alle altre centinaia di indimenticabili chilometri che ci attendono domani quando sorgera' il sole su quest'angolo d'Australia.
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