Tre colori

Trip Start Apr 20, 2008
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Trip End Ongoing


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Where I stayed
Ayanah Hotel

Flag of Indonesia  , East Nusa Tenggara,
Sunday, December 7, 2008

Silenzio. Non c'e' nient'altro e nessun'altro. Solo io, il vulcano, la luce dell'alba e questi tre laghi.  Ed i loro tre magnifici, ipnotici colori. Una dolce sensazione mi riempie l'animo mentre i miei occhi faticano ad ammirare la bellezza del panorama che mi si stende davanti e che mi svuota la mente; l'assoluta certezza di non aver bisogno di niente e di nessuno in questo momento. Uno di quei momenti in cui realizzi che non serve poi molto per goderti la vita; e per esser felice.
Felice di essere arrivato fino a qui, sul Kelimutu: un vulcano nel bel mezzo dell'isola di Flores, uno dei posti piu' remoti, e spettacolari, dell'Indonesia. Non molte persone arrivano fino a qui; in questa stagione, praticamente nessuno. Non sono proprio solo, a dire il vero; al mio fianco c'e' Afelinus, nato e cresciuto ai piedi di questo vulcano, che assieme al suo fido cagnolino si offre di accompagnare i pochi viaggiatori che arrivano fino a qui, portando con se una thermos di caffe' e facendo strada in mezzo al buio che precede l'alba, per arrivare in cima in tempo per lo spettacolo giornaliero, in cambio di una piccola mancia. Ma e' come se non ci fosse, anche lui ipnotizzato dalla vista dei laghi, che per i locali sono un posto sacro; non c'e' paradiso per loro, la loro anima finisce in uno dei laghi. Quale dipende da chi erano e da cosa hanno fatto durante la loro vita. Non un brutto posto dove passare l'eternita'.
I tre laghi riempiono altrettanti crateri, ed hanno ognuno un colore diverso: nessuno sa il perche'; e nessuno sa perche' ogni tanto cambiano colore senza preavviso e senza apparente motivo. Oggi un lago e' di un turchese surreale, un altro nero come il carbone, ed il terzo verde con riflessi giallastri. Il mistero che li avvolge non fa altro che aumentarne il fascino e la bellezza. Dopo qualche ora in cima al vulcano e poi a camminare lungo i crateri, scendiamo verso Moni, il paesino dove mi sono fermato a dormire: saluto il simpatico Afelinus e mi preparo a ripartire. Nessun dubbio sul fatto che valesse la pena correre un po' per arrivare fino a qui.
Correre. Gia', il buon Jimmi, l'autista della macchina che ho noleggiato a Labuanbajo, ha dovuto sfoderare tutte le proprie doti di pilota per arrivare fino a qui ieri. Siamo partiti verso le sette di mattina, e dopo tredici ore lungo strade impossibili, attraverso paesaggi magnifici, villaggi, risaie, lungo il mare e su un'infinita' di montagne, siamo arrivati a Moni verso le otto di sera. Jimmi e' stanco morto, mi sono offerto di dargli il cambio un paio di volte, ma non ha voluto sentire ragioni. La strada e' stata ancora peggio di come me l'aspettavo: in cinquecento chilometri, ci saranno stati massimo una decina di rettilinei di un centinaio di metri l'uno; tutto il resto del viaggio e' una curva dietro l'altra. Quella che un burlone ha avuto il coraggio di battezzare "Trans-Flores Highway" e' talmente stretta che quando due macchine si incrociano e' un gran casino passare; ci saranno state almeno cinque frane, prontamente liberate da una squadra di ragazzini, che in cambio chiedono un pacchetto di sigarette ad ogni macchina che passa. Un viaggio straordinario, mi sarebbe tanto piaciuto farlo in autobus, sarebbe stato veramente estremo.
Ieri sera, Jimmi mi ha portato in una guesthouse gestita da qualche suo amico; tutti davvero simpatici, mi hanno anche invitato a cenare con loro: seduti per terra in una della camere, a mangiare riso e pesce, ascoltando un po' di musica, cercando di insegnare ai cinque indonesiani un po' d'italiano. Alcune highlights della serata: uno dei ragazzi che apriva le bottiglie di Bintang con i denti; un'altro che mescolava uno strano vino dolcissimo con la birra; ma il meglio e' stato quando, durante la cena, mi hanno portato un bicchiere con uno strano liquido giallastro. "Limonata! Buona!" faccio io, ingenuo. "No, non e' limonata, e' acqua!", mi rispondono ridendo i cinque compagni. Prego? Acqua? Gialla? "Vai tranquillo che l'abbiamo bollita!". Beh, se loro sono ancora vivi, non vedo perche' non dovrei berla anch'io.  L'ho bevuta, e sono ancora vivo. Poi tutta l'acqua corrente e' giallastra qui: se ti fai una doccia invece di lavarti ti sporchi ancora di piu'. Fantastico.
Con ancora negli occhi lo spettacolo dell'alba, io e Jimmi verso mezzogiorno saltiamo di nuovo in macchina: la mia avventura a Flores non e' ancora finita. C'e' da arrivare fino ad Ende, ad un paio di ore da qui, sistemarmi per la notte ed imbarcarmi su un traghetto, sperando che effettivamente parta il lunedi' mattina come mi hanno spergiurato ieri, verso Kupang, Timor occidentale. Ultima tappa di questo mio viaggio attraverso l'Indonesia, che si rivela sempre piu' straordinario ogni giorno che passa.
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