La citta' proibita

Trip Start Apr 20, 2008
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Trip End Ongoing


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Flag of Singapore  ,
Sunday, November 9, 2008

Sono nella citta' proibita. No, non sono tornato a Pechino. Sono a Singapore, dove tutto e' proibito: proibito fumare per strada, proibito cibo e bevande nella metro, proibito il Durian, proibito sporcare, proibito questo, proibito quello, proibito anche il chewing-gum! E per ogni cosa proibita, c'e' la relativa multa: 1000 dollari per questo, 5000 per quest'altro e avanti con una lista infinita. Ma dove sono finito? Che fine a fatto l'Asia e il suo caos? No, non e' Asia: appena attraversata la frontiera dalla Malesia, si esce automaticamente anche dal continente. Non c'e' quella sensazione di essere in un posto vivo e reale, per quanto caotico; ho invece una strana sensazione, la sensazione di essere tornato in Europa, nel suo ambiente sterilizzato e finto, per quanto ordinato e pulito.
Non credo proprio che mi fermero' a lungo in questa citta', e ad accorciare ancora di piu' la mia permanenza ci pensa anche il fatto che sia terribilmente cara. Anche per questo mi sembra di essere tornato in Europa; quando, arrivato all'ostello, mi hanno detto il prezzo per un letto in camerata, sono quasi svenuto: 20 dollari??? 15 dollari per un pasto appena decente?? Tre dollari per un viaggio in metro?? 12 dollari per un pacchetto di sigarette??? 10 dollari per una birra??? No, me ne andro' al piu' presto! Anche perche' oltre a Little India, dove si trova il mio ostello, e una serie infinita di centri commerciali e vie dedicate allo shopping, come la famosa Orchard road, non c'e' molto altro da vedere se non le solite "attrazioni" (molto europeo come termine) tipo zoo, parco giochi e altre cose del genere.
Devo decidere dove andare pero': subito in Australia e al diavolo l'idea di arrivarci senza volare? Per il momento mando solo la mia richiesta di visto per una working-holiday; ma non e' ancora tempo di andarci: posso fare ancora un po' di strada senza aerei prima di arrendermi. Indonesia? Si', ma dove? Un traghetto semplice semplice fino alle vicine coste dell'isola di Sumatra, o un'odissea di 2 giorni su uno dei traghetti indonesiani, famosi per clamorosi naufragi, fino a Jakarta? Beh, la scelta si e' ristretta a queste due opzioni, visto che via mare non si arriva da nessun altra parte. Vada per Sumatra, che qualche persona all'ostello mi ha detto essere la parte piu' avventurosa e meno turistica dell'Indonesia; da li' verso est, attraverso Java, Bali, Flores, fino Timor, dove cercare qualcuno e qualcosa per attraversare il breve (beh, non proprio brevissimo) tratto di mare fino a Darwin: nave, yacht, portacontainer, barca a vela, zattera, canotto. Vedremo.
Oltre a spendere ore a studiare mappe dell'Indonesia e cercare qualcuno su Internet che sia riuscito ad arrivare in Australia senza volare per chiedere consigli, ho fatto ancora un po' di shopping: no, Orchard road e Clark Quay me le sono in fretta dimenticate, visti i negozi alla moda ed i relativi prezzi, e mi sono lasciato ingurgitare da quel labirinto che gli indiani che vivono qui a Little India (l'unico quartiere un po' meno soporifero di questa citta') chiamano centro commerciale: Mustafa Plaza. Da Mustafa trovi tutto: alimentari, profumi, borse, vestiti, televisioni, lavatrici, mobili, elettronica, miliardi di altre cose, il tutto compresso in 4 piani caotici. Non c'e' un ordine, non ci sono indicazioni, solo una serie di scale e scaffali che sembrano buttati li a casaccio. Mi piace. Trovo quello che mi serve, ovvero un buon paio di scarpe multiuso (trekking, sera fuori, camminate, etc.) che torneranno sicuramente utili in futuro. Non mettevo un paio di scarpe e i calzini da quattro mesi, e quando le ho provate i miei piedi si sono subito ribellati: cos'e' 'sta roba? Dove sono le infradito?? Liberaci!
Ho conosciuto un sacco di gente in ostello, il piu' delle volte la sera sulla strada appena fuori dall'ostello, visto che andare in qualche locale fa decisamente male al mio portafoglio. Tra i tanti, tre simpatici filippini, un paio di neozelandesi e due ragazze canadesi. Anche loro due vanno in Indonesia, anche loro a Sumatra: compriamo i biglietti per Batam, un'isoletta indonesiana a mezz'ora da Singapore da dove poi proseguire fino a Pekanbaru sull'isola di Sumatra.
Ho due nuove compagne di viaggio, un'ultima serata da passare nella citta' proibita ed un traghetto che mi aspetta domani mattina all'alba per tornare in Asia. La strada continua.
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