Tarantole a colazione

Trip Start Apr 20, 2008
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Where I stayed
Monkey Republic

Flag of Cambodia  ,
Wednesday, September 10, 2008

Autobus da Sihanoukville a Siem Reap: 12 dollari con Mastercard. Mangiare tarantole fritte in un mercato lungo una strada scassata nel bel mezzo della Cambogia: non ha prezzo.
I Khmer (vale a dire i cambogiani), si stanno rivelando dei veri e propri onnivori: non esiste essere vivente al mondo che non possano mangiare. Tarantole, scarafaggi, embrioni di anatra, e altre delicatezze si possono trovare un po' ovunque nei mercati e nelle bancarelle per strada. Io mi sono fermato alle tarantole fritte, che sono gia' un bel salto rispetto alla classica dieta mediterranea: non saprei descrivervi il sapore, anche perche' ero troppo impegnato a decifrarne la consistenza. Alla fine per farmi coraggio mi sono autoconvinto di star mangiando qualcosa tipo patatine fritte: croccanti erano croccanti, ma quando senti le zampe di un ragno sulla lingua, non e' che ci sia molto spazio per la fantasia. Ma andiamo con ordine, perche' quest'avventura culinaria e' successa solo sulla strada che mi ha portato dalla spiaggia di Sihanoukville ai templi di Siem Reap ed Angkor.
Sihanoukville, a sud di Phnom Penh, e' probabilmente il maggiore (se non l'unico) paese di mare della Cambogia; detto questo non aspettatevi Phuket o roba simile, ma piuttosto un villaggio sparso su tre spiagge ed una collina, con qualche guesthouse con un po' di bungalow, qualche ristorante alla buona e diversi capanni che fungono da bar sulla spiaggia. E aspettatevi qualcosa di terribilmente economico: 5 dollari per un bungalow con bagno privato, 1-2 dollari per un pasto, 3-4 dollari per un'abbuffata, mezzo dollaro per un ananas / mango / noce di cocco freschi in spiaggia, mezzo dollaro per una bottiglia di Angkor (la birra nazionale) da mezzo litro, 1 dollaro per un cocktail, sdraio e amache gratis in spiaggia. Anche facendo baldoria dalla mattina alla sera, e' fisicamente impossibile spendere piu' di una quindicina di dollari al giorno tutto incluso, vale a dire dieci euro. Con quei soldi in Italia ti compri una pizza d'asporto, forse.
Se uno vuole, poi, anche altre sostanze piu' o meno lecite sono praticamente regalate. E anche qui, come in Laos, ogni ristorante ti puo' fare una "happy pizza" o uno "happy shake": te lo scrivono addirittura sul menu! Extra per prosciutto 0.5 dollari, extra per formaggio 0.5 dollari, extra per "happy" 3 dollari. Io ho desistito, ma Wallis si e' lanciato con uno happy shake alle 2 di pomeriggio: per tutto il pomeriggio e gran parte della sera non ha fatto che ridere, poi verso le 10 e' caduta in una specie di paranoia totale, tanto che ho dovuto portarla praticamente di peso alla nostra guesthouse. La mattina dopo ogni volta che cercava di alzarsi le veniva uno svarione. Unutile dire che a quel punto quello che rideva ero io.
Victor, che dopo un mese in Thailandia e' diventato nero come il carbone, mi ha dato alcuni consigli sulle isole e sulla Thailandia in generale, in cambio di informazioni sul Vietnam: molto meglio di una Lonely Planet. Fatto questo, ci siamo dati alla pazza gioia prima di salutarci nuovamente: ma sono sicuro che ci incontreremo di nuovo da qualche parte nel mondo, o a Madrid mal che vada.
Bene, cos'altro e' successo in questi tre giorni di spiaggia? Ah si, il secondo giorno eravamo in spiaggia quando si e' scatenato l'inferno: non so se era classificabile come uragano, ma ci assomigliava terribilmente. Ad un certo punto ho pensato che il vento si stesse per portar via bungalow, bar, sabbia, spiaggia, paese e tutto il resto. Quando la forza degli elementi si e' un po' calmata ho anche tentato di farmi una nuotata, e le onde di due metri e passa hanno tentato di farmi affogare un paio di volte.
Quasi dimenticavo del momento migliore di questi giorni! Una sera nel bar della guesthouse ho rivisto due tizi inglesi che avevo gia' incontrato a Hue e poi di nuovo a Nha Trang: insieme a Wallis abbiamo formato una squadra per lo sport ufficiale del bar, vale a dire bere una "torre" di birra (4 litri, uno ciascuno) nel minor tempo possibile. Premio per chi riesce a battere il record: un'altra torre gratis. Non abbiamo saputo resistere, e nonostante gli sguardi scettici del barista e degli altri avventori, ci siamo lanciati nella gara: 1 minuto e 45 secondi, record mondiale ufficiale al coperto. Oltretutto e' fisicamente imbattibile, visto che il rubinetto della torre non puo' far uscire la birra piu' velocemente di cosi'. Mentre stavamo festeggiando, un'altra squadra ha provato a imitarci, salvo poi vomitare birra dopo meta' torre: dilettanti!
Dopo quest'ultima settimana di bagordi, il mio fisico necessita assolutamente di un po' di detox: Siem Reap e i templi di Angkor sono il luogo ideale. Un abbraccio a Victor, che se ne va in Vietnam, ai due inglesi, che sono sicuro di rivedere in Thailandia, e io e Wallis siamo pronti a salire sull'autobus, verso strade scassate, tarantole, scarafaggi e la perla dell'impero Khmer che ci aspetta all'orizzonte.
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