La rafflesia e il volo nel torrente

Trip Start Jun 30, 2013
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Trip End Aug 30, 2013


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Where I stayed
Twin Pines Tanah Rata
Read my review - 3/5 stars
What I did
Rafflesia

Flag of Malaysia  , Pahang,
Monday, August 5, 2013

Oggi finalmente andiamo a vedere la Rafflesia. Ci devono portare perché non si sa bene dove sono ed è a 45 Km di macchina da qui (60 MYR adulti e 40 i bambini). Partiamo alle 8.45 e siamo io, Roberto e Ale. Paola non se la sente di camminare 3 ore in foresta. Arriva il minivan e poi passiamo a prendere altre persone. Siamo francesi, inglesi, tedeschi e noi, 10 in totale e tutti simpatici. Bene! Arrivati al punto di partenza del sentiero tutti si spogliano di maglie e maglioni che avevamo su a Thana Rata, qui siamo più in basso e si muore di caldo, ma ancora nulla rispetto a quando si entra in foresta. Ci sono due guide e quella dietro aspetta se qualcuno è più lento, meno male, perché la guida davanti tira tantissimo per tutto il percorso e in un'ora e mezza di corsetta nella jungla arriviamo al punto dove c'è un grosso fiore. Bisogna attraversare un torrente non grosso e ci sono dei bamboo messi come ponticello. Prima di noi c'è un altro gruppo e dietro anche. Questa è la parte brutta di queste uscite. I fiori sono ovviamente pochi e sopratutto in questi giorni ci sono parecchie persone in vacanza. Quindi aspettiamo un attimo e passiamo. Il fiore è stupendo, avrà un diametro di quasi un metro ed è illuminato benissimo. Tutti si accalcano per fare le foto. Le ragazze tedesche, che sono con la coroncina di felce in testa che gli ha fatto la guida, si mettono in posa con il fiore e noi e l'inglese che ha una bella macchina fotografica, aspettiamo. Da vicino è veramente impressionante, puzza davvero di carne marcia, stargli vicino è nauseante e  soprattutto ci sono centinaia di mosche che ti ricoprono e ti senti putrescente tu! Ci sono altri due boccioli che fioriranno a breve, mentre questo fiore tra una settimana sarà marcito completamente e la sua bellezza sarà giustamente sfiorita. Faccio una foto con Roberto di fianco per far vedere la dimensione e cerchiamo Ale che si sta arrampicando su qualche liana o roccia. Bene si torna dall'altra parte, io vado! vado....vado...ecco che ora attraverso.....splashhhhh. Non è possibile, cado rovinosamente su tutte le rocce che le mie gambe riescono a colpire, e cado a faccia in giù nell'acqua. Mentre cado riesco a vedere tutti che mi stanno guardando...anche l'altro gruppo, l'acqua che si avvicina, quasi conto le rocce su cui sto cadendo e penso alla figura che sto facendo. Sto cadendo come una patata lessa e nel peggiore dei modi. Riesco a mettere giù le mani...le dita che si stortano, ma le gambe prendono una botta colossale, soprattutto la sinistra. A parte che quando qualcuno mi aiuta ad alzarmi sono con i due piedi immersi in acqua e la maglietta ricoperta di fango. Tutti mi chiedono come va e io dico male, perché proprio non riesco a mentire in quel momento che quasi mi vien da vomitare dal dolore che ho alla gamba. Sollevo i pantaloni e vedo due bozzi enormi sullo stinco e non so cosa pensare perchè il dolore è ancora molto forte. Nel frattempo il caro maritino con il suo mezzo patrimonio genetico invece di venire a soccorrermi o semplicemente a confortarmi decidono di approfittare e correre a far delle foto alla Rafflesia perché in questo momento non c'è nessuno e sono tutti occupati con me. Non faccio commenti a riguardo, non mi accorgo al momento perché sono distratta dal dolore. La guida mi continua a chiedere se va tutto bene e io dico no, ma dico andiamo perché se la gamba peggiora non riesco più a camminare e devo fare 1 ora e mezza di strada...di sentieri con qualche punto fangoso e difficile in salita e discesa, quindi è meglio se mi muovo subito. Mi danno un bastone e in effetti serve, ma ad ogni passo sento delle fitte molto forti. In più fa caldissimo perché ormai è la una, ma perché non si parte prima alla mattina per fare questo percorso? Lo  suggerisco vivamente, è sicuramente più fresco. Ma guarda com'è carino adesso Roberto che mi aspetta e mi chiede come va, avrà il senso di colpa! Comunque la guida davanti ora va pianissimo e riesco anche a non essere l'ultima. Arriviamo vicino al pullmino dove ci aspettano delle persone che appartengono ai villaggi Asli che un tempo cacciavano con le cerbottane e ci fanno vedere come funzionano. Una cosa un po' tanto turistica, fatta per vendere le cerbottane che Ale prende (25 MYR), ma in realtà il vecchietto ha una faccia talmente pazzesca che alla fine mi piace vedere come usa la cerbottana. La guida chiede a tutti se vogliamo fermarci a mangiare e io spero vivamente che tutti non vogliano perché non vedo l'ora di arrivare in stanza per sciacquarmi e vedere cosa mi sono fatta. In un'ora arriviamo e ci lasciano giù per primi. C'è Paola che ci
aspetta e ci chiede come è andata....io arrivo zoppicando e mi trascino sotto la doccia. Mi son fatta proprio male, la gamba è grossa con bozze ovunque, molte non le avevo viste, anche il ginocchio è gonfio e l'altra gamba ha solo una grossa botta e non la sento ma non la sento. Ho anche due dita della mano destra insaccate che mi tiro per poterle muovere e migliorano un po'. Mi sdraio un po' mentre Paola va con Ale a fare un giro per vedere un'altra piantagione di The e camminano tantissimo. Ale non è stanco ovviamente. La sera usciamo a mangiare e faccio fatica a camminare per il male. Paola suggerisce di andare da un medico, ma domani mattina alle sette abbiamo il minivan per arrivare fino al confine con la Thailandia e non voglio perderlo perché ho voglia di entrare in Thailandia. Lì poi ci penserò. Cena con pollo tandoori al ristornate indiano.

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