Berlino, sommerso dalla Storia

Trip Start Mar 29, 2011
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Trip End Sep 29, 2011


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Where I stayed
CXampeggio ad Alt Schmokowitz

Flag of Germany  ,
Monday, July 4, 2011

Niente da fare, l'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Germania, provocando anche frane e allagamenti a quanto mi dicono, non è ancora terminata, ma non potevo rimandare oltre la mia visita e quindi mi sono equipaggiato di ombrello e impermeabile e alle 7.02 (precisi i tedeschi!) ero sull’autobus. Dall’autobus al tram, dal tram alla Strassenbahn (metropolitana di superficie) e poi infine con la metro (tutto con lo stesso biglietto, mitici i tedeschi) sono arrivato alla prima destinazione che avevo scelto, ma la pioggia scrosciante mi ha costretto a rifugiarmi in un bar a fare una lunga colazione aspettando che placasse. Ho pensato che con quel tempo mi conveniva rifugiarmi in un museo, e dopo aver passato Check-point Charlie, il punto che segnava il passaggio dalla zona comunista a quella americana, ho raggiunto il Museo di Cultura Ebraica. Premesso che tutto ciò che si trova all’interno del museo e molto interessante e a tratti toccante, la star di questo museo è l’edificio in sé, una mirabolante e geniale invenzione dell’architetto polacco Daniel Liebeskind. I pavimenti in lieve pendenza (anche di lato), i vicoli ciechi, gli squarci diagonali che fungono da finestre, l’ambiente buio e silenzioso dalle altissime pareti di cemento chiamato Torre dell’ Olocausto, e ancora le migliaia di dischi di ghisa ammassati sul pavimento e lavorati a ricordare facce agonizzanti, tutto questo riempie di un vago malessere il visitatore come a voler ricreare lo stato di pericolo e incertezza vissuto dagli ebrei durante il terrore nazista. Uscito dal museo la pioggia era finalmente cessata e dopo pranzo sono riuscito, con un po’ di acrobazie nel complicato sistema di trasporto urbano berlinese, a vedere le cose che mi ero prefissato: quello che resta del Muro, ridecorato nel 1990, l’anno dopo la sua rimozione; Alexanderplatz, l’ex centro di Berlino Est, dove i suoi simboli, la Torre della Tv e l’Orologio Mondiale, stanno per essere sopraffatti da altissimi grattacieli; Postdamer Platz, un centro commerciale a cielo aperto; e la zona della Porta di Brandeburgo e del Nuovo Parlamento Tedesco, ricostruito nel 1990 dopo che un incendio nel 1933 lo aveva distrutto, evento che favorì Hitler nella sua scalata al potere.

A parte la fatica di visitare una città così grande in un solo giorno e con la pioggia, mi sono fatto l’impressione di una città di certo non incantevole, ma che sopperisce alle sue mancanze estetiche con un senso della storia recente (la storia di tutti noi, non solo tedesca) quasi palpabile, inquietante a tratti, e con un energia che non ho mai visto altrove. 
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