Corfu, quanti ricordi
Trip Start
Mar 29, 2011
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Trip End
Sep 29, 2011
Con la giornata di oggi inizia un viaggio nei ricordi che mi portera' fino ad Atene, lungo una strada ed eventi che ho percorso dieci anni fa. Sono i primi luoghi gia' visti di questo viaggio,ma non saranno gli ultimi: e' inevitabile tornare in luoghi che oltre un valore indiscusso, avranno una spennellata di quella luce che solo la memoria sa dispensare.
Stamattina presto ho raggiunto Igoumenitsa e da qui in traghetto Corfu. Al terminal degli arrivi, ancora malandato come e piu' che nell'estate del 2000, mi e' sembrato di rivivere lo stesso smarrimento che, non ancora ventenne, appena diplomato, provai allora, chiedendomi: dove sono capitato? chi me l'ha fatto fare? Quella fu invece un'esperienza incredibile, dopo quell'estate forse ho cominciato a considerarmi un uomo e un viaggiatore serio. Ricordo la decisione istintiva di prendere un taxi assieme a due turisti francesi per raggiungere Ipsos, dove avrei cercato lavoro. Oggi l'ho raggiunta in motorino, ma Ipsos ad aprile e' soltanto un cantiere di lavori in corso in attesa dell'orda dei turisti estivi. Quanti ricordi sono affiorati, percorrendo il lungo mare: il campeggio fasullo dove il tassista corrotto mi ha scaricato, dove un tipo mi ha "tenuto in ostaggio" per due giorni, trattenendo il mio documento; il campeggio vero, dove ho piantato la mia tenda per un mese; la piscina dove ho passato un pomeriggio grandioso con Sabrina e Perry, due colleghi canadesi; la discoteca davanti alla quale un mio collega irlandese, ubriaco finito, ha travolto un turista italiano con la moto (ricordo la corsa per portarlo via dalla folla che voleva linciarlo, la fermata nel bagno di un pub per pulirgli il sangue dalla faccia); lo spiazzo da cui due ragazzi romani hanno divelto un palo di ferro da passare sulla schiena a due greci ubriachi che mi stavano inseguendo con un coltello in mano; tutti i locali dove si andava dopo il lavoro e i pontili sull'acqua dove passavo i pomeriggi ad abbrustolirmi; perfino il negozio di parrucchiera dove, unica volta in vita mia, mi sono fatto tagliare i capelli da una donna; e il Three Brothers Bar, che mi ha assunto per poi licenziarmi tre ore dopo (il furbetto dovette cacciare fuori 18000 dracme, ovvero lo stipendio pattuito, perche' mi sono piantato al bancone e ho cominciato a ordinare birre). Ma soprattutto il luogo dove sorgeva, ora occupato da una pizzeria napoletana fallita, il Paradise Bar, il mio luogo di lavoro, dove ho mosso i primi passi come cameriere, importunato migliaia di turisti come pr, raschiato fagioli secchi delle colazioni come lavapiatti, e dove John e Geraldine, una coppia di Manchester, mi hanno accolto come un figlio e guardato andar via con le lacrime agli occhi (dovute forse alla sbornia che tutti si sono presi nella mia ultima serata di lavoro).
Ma basta ricordi, per ora. Nel pomeriggio non ho potuto fare a meno di rivedere Angelokastro, una fortezza bizantina del 13esimo secolo a picco sul mare, e Paleokastritsa, una baia incantevole, dove passai l'unico pomeriggio libero a Corfu, e anche una bella giornata l'anno dopo con i mii genitori
Stamattina presto ho raggiunto Igoumenitsa e da qui in traghetto Corfu. Al terminal degli arrivi, ancora malandato come e piu' che nell'estate del 2000, mi e' sembrato di rivivere lo stesso smarrimento che, non ancora ventenne, appena diplomato, provai allora, chiedendomi: dove sono capitato? chi me l'ha fatto fare? Quella fu invece un'esperienza incredibile, dopo quell'estate forse ho cominciato a considerarmi un uomo e un viaggiatore serio. Ricordo la decisione istintiva di prendere un taxi assieme a due turisti francesi per raggiungere Ipsos, dove avrei cercato lavoro. Oggi l'ho raggiunta in motorino, ma Ipsos ad aprile e' soltanto un cantiere di lavori in corso in attesa dell'orda dei turisti estivi. Quanti ricordi sono affiorati, percorrendo il lungo mare: il campeggio fasullo dove il tassista corrotto mi ha scaricato, dove un tipo mi ha "tenuto in ostaggio" per due giorni, trattenendo il mio documento; il campeggio vero, dove ho piantato la mia tenda per un mese; la piscina dove ho passato un pomeriggio grandioso con Sabrina e Perry, due colleghi canadesi; la discoteca davanti alla quale un mio collega irlandese, ubriaco finito, ha travolto un turista italiano con la moto (ricordo la corsa per portarlo via dalla folla che voleva linciarlo, la fermata nel bagno di un pub per pulirgli il sangue dalla faccia); lo spiazzo da cui due ragazzi romani hanno divelto un palo di ferro da passare sulla schiena a due greci ubriachi che mi stavano inseguendo con un coltello in mano; tutti i locali dove si andava dopo il lavoro e i pontili sull'acqua dove passavo i pomeriggi ad abbrustolirmi; perfino il negozio di parrucchiera dove, unica volta in vita mia, mi sono fatto tagliare i capelli da una donna; e il Three Brothers Bar, che mi ha assunto per poi licenziarmi tre ore dopo (il furbetto dovette cacciare fuori 18000 dracme, ovvero lo stipendio pattuito, perche' mi sono piantato al bancone e ho cominciato a ordinare birre). Ma soprattutto il luogo dove sorgeva, ora occupato da una pizzeria napoletana fallita, il Paradise Bar, il mio luogo di lavoro, dove ho mosso i primi passi come cameriere, importunato migliaia di turisti come pr, raschiato fagioli secchi delle colazioni come lavapiatti, e dove John e Geraldine, una coppia di Manchester, mi hanno accolto come un figlio e guardato andar via con le lacrime agli occhi (dovute forse alla sbornia che tutti si sono presi nella mia ultima serata di lavoro).
Ma basta ricordi, per ora. Nel pomeriggio non ho potuto fare a meno di rivedere Angelokastro, una fortezza bizantina del 13esimo secolo a picco sul mare, e Paleokastritsa, una baia incantevole, dove passai l'unico pomeriggio libero a Corfu, e anche una bella giornata l'anno dopo con i mii genitori


