Unico visitatore a Studenica

Trip Start Mar 29, 2011
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Trip End Sep 29, 2011


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Where I stayed
Distrubutore a Skopje

Flag of Serbia  ,
Tuesday, April 12, 2011

Oggi giornata di trasferimento: ho lasciato la Serbia e dopo un tragitto di quasi 600 km, in parte dovuti a una deviazione per non attraversare il Kosovo, sono arrivato a buio a Skopje, la capitale della Macedonia che visitero' domani. Ma stamattina sul mio tragitto c'era una tappa obbligata: il monastero di Studenica, il piu' famoso di tutta la Serbia e Patrimonio dell'Umanita' Unesco. Il Monastero, circondato da alte mura, si trova tra verdi colline a 11 km dalla strada principale. All'interno delle mura si presentano alla vista la chiesa, una piccola cappella, e edifici di servizio come le residenze dei monaci e il refettorio. Il silenzio regnava indisturbato, interrotto solamente da energici colpi che un monaco anziano e biancamente barbuto menava con una zappetta su alcuni ortaggi, senza degnarmi di uno sguardo. Unico visitatore, ho gironzolato un poco prima di incontrare un altro monaco, piu' giovane e dalla barba nera, a cui ho chiesto se potevo visitare la chiesa. Lui mi ha aperto con una chiave da sei-sette chili buoni,  e non ha mollato di un passo la mia ombra: d'altra parte va capito, i favolosi affreschi che decorano chiesa e cappella, pur se rovinati, sono giunti intatti fino a noi dal dodicesimo secolo, e sarebbe un peccato farli rovinare ulteriormente ai turisti, che sono un popolo a volte molto indisciplinato. Dopo la visita a Studenica ho attraversato la Serbia del sud, che si e' fermata, bonta' sua, agli anni settanta: qui le renault 4 e altre scatolette di varie marche, tutti di colori immalinconiti, la fanno da padrone. Ho visto un carro funebre che qualunque morto di buon senso risorgerebbe per la vergogna di montare su un trabiccolo simile. L'apice si e' toccata a Leskovac, una citta' uscita dritta dritta da un western americano, da cui ho faticato non poco a divincolarmi vista l'assoluta mancanza di un qualsiasi cartello stradale: a forza di chiedere indicazioni a gente che ignorava pacificamente qualsivoglia parola d'inglese, ho imparato -veramente- io qualche parola di serbo. E la ciliegina sulla torta al confine, dove un militare ha frugato per piu' di mezzora il mio camper alla ricerca di droga che, se avessi voluto, avrei potuto nascondere in cento posti diversi senza che lui la trovasse mai.
E' stata una giornata un po' stancante ma istruttiva, e domani c'e Skopje.

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