LA PALMYRE-ILE D'OLERON-LA ROCHELLE (Km 65)

Trip Start Aug 24, 2011
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Trip End Sep 08, 2011


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Flag of France  , Poitou-Charentes,
Thursday, August 25, 2011

Dopo pioggie notturne ed alba di cieli assai contrastati, azzurrissima colazione in foresteria con il centro equestre già ben vivo d'adolescenti cavallerizzi: ne riconosco alcuni tra quelli che ieri sera riempivano la Club House, con i loro the caldi, o mentre governano i nobili animali, cambiano le lettiere di paglia, preparano selle ed imboccature, oppure impegnati in vicendevoli racconti e fantasticherie cavallifere. Prima di "montare" anch'io il mio destriero metallico, faccio conoscenza col maniscalco, che in lingua Francese fa "marechal ferrant"...ed i baffi di Monsieur RENALDE son effettivamente degni d'un Maresciallo di Francia dell'epoca Imperiale Napoleonica! Lo osservo letteralmente cesellare gli "scarpini" d'un bell'esemplare di Baio, ricordando una descrizione letteraria (anni '30) dei Viaggi in Bicicletta, lodati già allora in quanto "senza le servitù del treno, nè i bisogni del cavallo". MARIJO' ed i Suoi, mi spiega, tengono regolarmente spettacoli d'Arte Equestre che mescolano tradizionì Gitane con abilità circensi: e ciò presso il bel maneggio od in kermesse serali sulle spiagge, che devono risultare altamente spettacolari, a giudicare dalle foto incorniciate di folla.
Vengo simpaticamente invitato ad uscire in passeggiata, così come allo spettacolo settimanale che si terrà questa sera, quando invece sarò a molte decine di km da qui: mi faccio invece bastare l'affettuosissimo agitar le mani di tutti dalle staccionate, e via.
Vado ad inserirmi in un paesaggio di amene colline, boschi regolari, e colture d'una cura commovente, favorito nel pedale da un debole vento che contribuisce a farmi provare una sensazione come di strapotere fisico.
Grazie al Pont d'OLERON compio un passaggio volante di oltre 2km e 1/2, zompando direttamente sull'omonima Isola, detta "la Lumineuse" per via del gran numero di giornate solari nell'anno: dal ponte, incontro ravvicinato con Le Fort LOUVOIS, che presidia tuttora il tratto di mare sottostante con la sua inconfondibile bastionata a ferro di cavallo, esercizio di genio del mitico Architetto VAUBAN. Presso CHATEAU d'Oleron, pit-stop al Cafe "DU PORT," in mezzo ad un concerto di uccelli marini: fascinosa la massiccia fortezza (VAUBAN, ancora Lui) e strana la scoperta dei canali colle imbarcazioni in secca per la bassa marea, la cui portata ha completamente sottratto loro il galleggiamento, lasciandole così, mezze sdraiate sui fianchi, tra le coloratissime baracche ex laboratori per la conservazione del pescato, oggi trasformate in atelier e botteghe d'artigianato locale. Transito da BOYARDVILLE ed inorridito dal trambusto turistoide la ribattezzo immantinente BORDELLOVILLE: da ricordare la sola veduta del celeberrimo Fort BOYARD, ex prigione ottocentesca piazzata in mezzo al mare...non devono essere riusciti ad evadere in molti, da questo sinistro panettone di muraglia, invero ancora in uso come galera per ingabbiare le fantasie di molti, giacchè è nientemeno che il palcoscenico di un popolarissimo gioco televisivo ! Presso SAUZELLE  mi esibisco in un plateale (quanto sincero) "desolè" a braccia larghe, impossibilitato a caricare una locale autostoppista, episodio che mi fa rimpiangere una volta di + d'aver venduto la mia ultima Cabriolet. Da qui, continuando verso il Nord dell'isola, sarà tutta una corrida coi temporali, circolanti come tori in un arena, colle loro sferzanti code di pioggia...Un balletto di start&stop temporizzati, per infilarmi tra l'uno e l'altro. Dopo l'allenamento muscolare,cardio-respiratorio e metabolico, ecco l'ultima frontiera del training d'un CicloViaggiatore, l'allenamento Metereo-logico: affinato con le perturbazioni liguri, peraltro innocue Sparring Partners di queste falangi di cumulinembi, migliora la capacità di compiere complesse e correlate interpretazioni deduttive, risultanti di: correnti aeree, previsioni del giorno precedente, interpretazione delle smorfie di passanti che affrettano il passo, nonchè nozioni di calcolo logaritmico percentuale del culo che ci vorrebbe per non inzupparsi da capo a piedi. Solitamente, il massimo risultato ottenibile è quello di rinviare il più possibile l'appuntamento con il rovescio (che da queste parti, è di certo un manrovescio), senza quasi mai riuscire nell'evitarlo, estemporaneo successo che invece mi arride in questa giornata isolana, nei pressi di ST.GEORGE d'Oleron. Sulla smisurata spiaggia di PLAISANCE mi riconcilio con il sole, apprezzando come questi previdenti francesi non manchino d'installare piccoli ma attrezzati "Post de Secours" stagionali (c'è pure il defibrillatore) in tutte le località spiaggerecce un po' fuori paese come questa. Ebbravi.
Arrivato a LA BREE LE BAINS, mi precipito al mercato già in fase di smantellamento per l'ora di pranzo, giusto in tempo per arraffare un pò di frutta e farmi un rosè al banchetto del camioncino-bar, gremito di ambulanti e clienti che fan comunella.
Mi arresto poi a ST.DENIS d'Oleron, rinunciando a raggiungere il faretto di CHASSIRON (dalle foto appare perdibile) per crogiolarmi piedi a mollo in attesa del battello per LA ROCHELLE: me ne sto lì un po' suonato, dondolandomi al vento ed al din-din dei cavi sugli alberi d'alluminio, all'imbarcadero spiaggioso della Scuola Vela Nazionale di Francia.
Quarantacinque min. di navigazione, ed il sipario di torri difensive a guardia dello stretto accesso al vecchio porto mi rivela una cittadina dalla bellezza sorprendente, nella mezza luce dell'imbrunire: la skyline di LA ROCHELLE è inconfondibilmente segnata dalla Torre della Catena, quella pentagonale di St. Nicolas (36m), quella della Lanterna e quella del Grande Orologio,oltrechè dal campanile (fortificato) della Cattedrale e da un faro incastonato entro la murata di case bianchissime (tutte in pietra di calcare), proprio sul fronte del porto. Grazie a JULIEN, probo addetto de l'Office du Turisme, chiusa per lavori la mia 1a scelta (camere"di tradizione"sopra al Bar "DE L'HOTEL DE VILLE") vengo indirizzato all'Hotel "ALTICA", un tranquillo, moderno low-coast-hotel nel nuovo porticciolo, in una vasta area sottratta al mare ove hanno sede Musei (carino quello degli Automi!), palazzi delle esposizioni, sede della Fiera ed insediamenti cantieristici per il diporto: tutto stra-nuovo di pacca (..fa chi può!), tipo i Docks di Londra, pur se in scala ridotta. Scelgo per una Regia cena la Brasserie "LA ROCHELAISE", 2da notizia furba dell'affabile impiegato-modello: Moules au Rochefort a volontè, frites+frites & Cidre brut: dai tavoli all'aperto, gran vista sul Vieux Port illuminato, indi passeggiata notturna per smaltire il surplus, attraversando i rinomati portici medievali del centro storico.

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