8° Giorno:VRBOSKA-HVAR-VELA LUKA (km.55)
Trip Start
Aug 29, 2010
1
8
14
Trip End
Sep 10, 2010
Durante l'abituale ispezione-bici prima della partenza, mi accorgo trasalendo di uno spostamento del deragliatore, che ora minaccia da vicino il pneumatico posteriore! In fretta e furia rintraccio il "T-CLUB" dove, fin dalla mattina presto, i due simpatici mattacchioni TADE e BRADIMIR affittano e riparano (in una munitissima officina-spettacolo) un pò di tutto: bici, barche, gommoni, scooter, moto da acqua. BRADIMIR, ex parà dei corpi speciali durante la recentissima guerra, in 15 minuti mi risolve brillantemente il problema, riposizionando il tutto e regolando nuovamente il cambio, per un prezzo ridicolo: almeno riesco ad offrire ai 2 soci la colazione, mentre mi descrivono come in questi anni il loro Paese stia tendendo a risollevarsi copiando qua e là dall’Europa, ma cercando una propria via al capitalismo. Adesivo-ricordo sulla Hornet e via, con le benedizioni del mio nuovo sponsor! Attraversando la piana agricola che da JELSA si estende verso Ovest, prima compio una digressione per la meritevole VRBOSKA, minuscolo porticciolo con isolotto e ponticello da presepe, ed un po’ più in là mi becco
“in corsa” una dolorosissima puntura sul braccio da parte di un qualche grosso accidente d’insetto giallo e nero (?): mi lascia pure il pungiglione nel bicipite come souvenir, e per toglierlo subito dal braccio quasi vado fuori strada, ri-pungendomi maldestramente (e comicamente) anche il pollicione!!
Guadagno l’altro versante dell’isola con una serie di salite assortite per tutti i gusti, fino a raggiungere HVAR, porto da non perdere uscito intatto dalla Storia, con l’abbagliante piazza che gli abitanti definiscono seconda in venezianità soltanto alla veneziana San Marco.
Mal supponendo d’aver tempo da buttare prima del battello, m’allontano non di molto nell’attesa fino a Vira, piccolo villaggio di pescatori ma, tornato al porto, stavolta vengo inopinatamente respinto (già alla biglietteria) nel tentativo d’imbarco sul catamarano della JADROLINIJA !!
Se intendo mantenere l’ostinato programma di cambiare isola oggi stesso, non mi resta che tornare sulle mie pedalate, e risalire-ridiscendere fino a STARI GRAD,
da dove parte un traghetto per l'isola di KORKULA, con approdo previsto a VELA LUKA: per soprammercato, devo anche impegnarmi a fondo in una trafelatissima rincorsa di 20km. per arrivare a prenderlo; ce la faccio per un pelo, peraltro conciandomi da buttar via.
Mi tiro su durante le lunghe traversate (2 + 3 ore, con scalo di nuovo a SPLIT...uffa !) seguendo in diretta TV il meeting di Atletica Leggera (nobile Regina degli Sport!) che si sta tenendo proprio a Spalato: particolarmente entusiasmante la gara dell’alto femminile, dove la pluricampionessa BLANKA VLASIC infiamma la sua Croazia giocando in casa, e superando in un duello testa a testa (fino a m. 2.02) la bella svedese EMMA GREEN.
Cena a bordo (bella spesa fatta al mercato del porto) al tavolo con THEODORE (...belin, come Roosvelt!), giovane funzionario americano dell’ONU che lavora a Roma, in vacanza qui con la moglie croata e l’intraprendente bimbo di 8 anni: gli faccio i miei vivissimi complimenti, quando dice che si reca spesso in ufficio con la bici, in una città non certo progettata per questo. Dopo accurate riflessioni, escludiamo la cremazione di tutte le auto in circolazione (l’opinione pubblica non è pronta), concordando sul fatto che l’unica rivoluzione possibile è quella individuale:
che fare per promuovere la bicicletta? Andare in bicicletta, opponendo appunto l’atto del singolo alla follia collettiva.
Attracchiamo col buio quasi alle nove , ma la mia gran preoccupazione per la difficoltà di trovare una camera in questa tarda ora, è fugata dall’incontro con un gruppo familiare che affitta: fanno “promozione turistica” per mezzo di cartelli esibiti sul molo di sbarco nonno IVAN, il figlio DAMIR ed il timidissimo nipotino DINO, 10 anni...
...La camera ha trovato me! Seguo la loro auto nella campagna poco fuori del paesone: nannissima, ci conosceremo meglio domani a colazione, a differenza del solito prevista nel trattamento.
“in corsa” una dolorosissima puntura sul braccio da parte di un qualche grosso accidente d’insetto giallo e nero (?): mi lascia pure il pungiglione nel bicipite come souvenir, e per toglierlo subito dal braccio quasi vado fuori strada, ri-pungendomi maldestramente (e comicamente) anche il pollicione!!
Guadagno l’altro versante dell’isola con una serie di salite assortite per tutti i gusti, fino a raggiungere HVAR, porto da non perdere uscito intatto dalla Storia, con l’abbagliante piazza che gli abitanti definiscono seconda in venezianità soltanto alla veneziana San Marco.
Mal supponendo d’aver tempo da buttare prima del battello, m’allontano non di molto nell’attesa fino a Vira, piccolo villaggio di pescatori ma, tornato al porto, stavolta vengo inopinatamente respinto (già alla biglietteria) nel tentativo d’imbarco sul catamarano della JADROLINIJA !!
Se intendo mantenere l’ostinato programma di cambiare isola oggi stesso, non mi resta che tornare sulle mie pedalate, e risalire-ridiscendere fino a STARI GRAD,
da dove parte un traghetto per l'isola di KORKULA, con approdo previsto a VELA LUKA: per soprammercato, devo anche impegnarmi a fondo in una trafelatissima rincorsa di 20km. per arrivare a prenderlo; ce la faccio per un pelo, peraltro conciandomi da buttar via.
Mi tiro su durante le lunghe traversate (2 + 3 ore, con scalo di nuovo a SPLIT...uffa !) seguendo in diretta TV il meeting di Atletica Leggera (nobile Regina degli Sport!) che si sta tenendo proprio a Spalato: particolarmente entusiasmante la gara dell’alto femminile, dove la pluricampionessa BLANKA VLASIC infiamma la sua Croazia giocando in casa, e superando in un duello testa a testa (fino a m. 2.02) la bella svedese EMMA GREEN.
Cena a bordo (bella spesa fatta al mercato del porto) al tavolo con THEODORE (...belin, come Roosvelt!), giovane funzionario americano dell’ONU che lavora a Roma, in vacanza qui con la moglie croata e l’intraprendente bimbo di 8 anni: gli faccio i miei vivissimi complimenti, quando dice che si reca spesso in ufficio con la bici, in una città non certo progettata per questo. Dopo accurate riflessioni, escludiamo la cremazione di tutte le auto in circolazione (l’opinione pubblica non è pronta), concordando sul fatto che l’unica rivoluzione possibile è quella individuale:
che fare per promuovere la bicicletta? Andare in bicicletta, opponendo appunto l’atto del singolo alla follia collettiva.
Attracchiamo col buio quasi alle nove , ma la mia gran preoccupazione per la difficoltà di trovare una camera in questa tarda ora, è fugata dall’incontro con un gruppo familiare che affitta: fanno “promozione turistica” per mezzo di cartelli esibiti sul molo di sbarco nonno IVAN, il figlio DAMIR ed il timidissimo nipotino DINO, 10 anni...
...La camera ha trovato me! Seguo la loro auto nella campagna poco fuori del paesone: nannissima, ci conosceremo meglio domani a colazione, a differenza del solito prevista nel trattamento.

