Il dio delle piccole cose

Trip Start Apr 20, 2008
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Trip End May 14, 2008


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Flag of Spain and Canary Islands  ,
Monday, April 28, 2008

Rieccomi dopo un giorno di assenza forzata, la scorsa tappa mi sono fermata in un micropaese che si chiama Ventosa, dove il collegamento a internet non c'e'. In tanto un po' di numeri che ho scoperto ieri sera e che mi hanno dato un sacco di soddisfazione.
km che mancano a Santiago: 593.
km percorsi a piedi (e qui viene il bello): 225. Niente male eh??
Stiamo viaggiando in mezzo a sterminati campi di grano che sembrano quasi mare, verde a perdita d'occhio. Dico stiamo perche' oggi per la prima volta ho fatto tutta la tappa in compagnia di due sanmarinesi (se si dice cosi'), Lorenzo e Giacomo, conosciuti ieri sera in ostello, e con loro i 36 km di oggi sono volati fra una chiacchiera e l'altra. Un  po' forse sono volati anche perche' oggi era nuvolo freddino e piovigginoso, e ho imparato che le condizioni atmosferiche incidono moltissimo... lo so che se ci pensi e' ovvio, ma finche' non ti ritrovi a fare 10 km sotto il sole cocente non riesci veramente a capacitarti di quanto possono essere diversi da 10 km fatti con le nuvole. Ieri mentre stavo per arrivare a ventosa mi hanno superato due tizie che stavano facendo il Cammino a cavallo... che bello... certo che qui siamo veramente fuori dal tempo, se vedessi passare uno col mantello e i fiorini nella saccoccia appesa alla cintura non mi stupirei per niente. La dimensione dell'andare a piedi non credo sia cambiata molto nei secoli... certo ora siamo tutti tecnologici con zaini favolosi e magliette antitutto, ma le gambe, quelle sono sempre le stesse. E puoi essere tecnologico fin che ti pare, ma devi sempre fare i conti con loro.
Intanto vorrei rassicurarvi dicendo che ogni giorno il ginocchio va un po' meglio, complice anche il fatto che ora le strade sono molto piu' facili (grandi strade sterrate al posto delle stradine su e giu con le pietre). Non che sia guarito, ma gia' cosi' e' molto piu' gestibile. Oppure forse ho semplicemente trovato il mio ritmo: cammino tranquilla, soste frequenti, se mi fa male mi fermo. Impari a gestire le risorse che hai, che sono poi le uniche. Impari a capire le tue necessita' un attimo prima che diventino problemi. D'altra parte quando cammini tutto e' dilatato... Riesci a fare caso a tutto quello che normalmente sai che esiste ma che non hai tempo di goderti. Impari ad apprezzare ogni cosa che ti succede, e a vederne il lato positivo. Quando si mette a piovere per esempio... dopo aver camminato nell'afa saluti le gocce di pioggia veramente come San Francesco. Fratello sole, sorella luna. La poesia piu' perfetta che sia mai stata scritta... Un albero che ti regala po' d'ombra quando sei in mezzo alle vigne. Un muro che ti ripara dal vento per qualche minuto. Il sole che fa esplodere il profumo della campagna. Un sorriso da uno sconosciuto. Una carezza fra i capelli in un momento di difficolta'. Un bimbo che ti tocca lo zaino e ti augura buon cammino. Il naso di un cavallo che ti fruga fra le mani. Un passerotto che ti cinguetta di fianco quando ti fermi a riposare. Il vento che fa muovere le distese di grano, e ti immagini quanto sarebbe bello poter avere una mano gigante per poterla passare su quel campo. Il brivido dato da una frase che non ti aspettavi di leggere.
Ogni giorno di cammino scopri qualcosa di diverso nel tuo andare, ogni mattina ti svegli pensando chissa' come sara' oggi, che persone incontrero', dove riusciro' ad arrivare stasera. E' una scoperta continua. Ti lasci trasportare dal Cammino stesso, e' lui che decide.
Credo si intuisca da quello che scrivo, ma e' veramente un'emozione continua, e meravigliosa. Difficile anche, anzi molto piu' difficile di quanto mi aspettassi, ma questo fa parte della sua bellezza. Trovare ostacoli che non ti aspettavi, e superarli lo stesso.
Vi abbraccio.
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Comments

rajiput
rajiput on

ma che bel viaggio!
insomma, a questo punto mi faccio sentire visto che non mi sono perso neanche un episodio della tua splendida 'passeggiata'.da qui sembra fantastico, soprettutto la dimensione nella quale stai entrando passo dopo passo, sembra che la linea iniziale tracciata sulla mappa perda finalmente di importanza rispetto a te ed a quello che circonda.
il mio incoraggiamento non è certamente rivolto alla conquista della meta, anzi, a continuare il cammino anche dopo il santuario ed il trampolino delle anime; sarebbe proprio bello vivere con lo stesso spirito del pellegrino, la stessa tenacia e lemtezza che permette di cogliere il valore ed il senso di ogni cosa e persona ,temporali e pozzanghere compresi....
vabbè, piedi per terra e camminare, buon proseguimento a presto ed un caro caro saluto

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