Ronda - Algeciras 102km

Trip Start Sep 16, 2007
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8
Trip End Sep 26, 2007


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Friday, September 21, 2007

 Ha piovuto forte tutta la notte e ancora il tempo non si è sistemato. Visitiamo rapidamente la città mentre la gentile signora dell'Hostal ci asciuga la roba bagnata ed il solito "zapatero" mi sistema i ganci dell'altra borsa della bici che nel frattempo stanno cedendo.
Il paese è abbastanza autentico, anche se richiama parecchi turisti. Visitiamo la plaza de toros più antica di Spagna ed il mitico ponte, a strapiombo su una gola a 100 mt di altezza. Pare che un tempo fosse usata come prigione e che durante  la guerra civile vi si facessero precipitare giù i prigionieri vivi.
Adesso è il richiamo turistico più noto.
Forse la cittadina meriterebbe una visita più accurata, soprattutto il centro storico, ma preferiamo partire. Quindi, abbigliati come "Sottomarini da fogna" (la frase è di Fabio) ci allontaniamo lentamente da Ronda.
Naturalmente ci aspetta subito una salita. Per fortuna non piove più e ben presto il tempo migliora rendendo ancora più ridicolo il nostro abbigliamento. Siamo partiti da quasi 800 mt di altezza ma la strada sale ancora, fino ai 1000 metri del Puerto dos ensinos borrachos. Stiamo percorrendo una carretera de montaña, ed infatti il paesaggio è tipicamente montano. Salite e discese si alternano insieme a paesini bianchissimi come Atajate e Algatocin. Ci fermiamo al Mirador del Genil, dove si gode un panorama immenso su tutta la valle. A Gaucin facciamo una sosta per un caffè. Il paese vale la sosta. Per fortuna c'è il sole ed una bella luce per qualche foto.
Da Gaucin tutta discesa fino alla deviazione per Jimena che vediamo da lontano.
Arriviamo finalmente a Castellar, il paesino che ci aveva segnalato Pepe. In realtà quello che ci troviamo davanti è il borgo nuovo, un agghiacciante contenitore di casette tutte uguali e dove ci sono ben poche cose da vedere. Forse una.
Castellar del la Frontera, quello vero e che Pepe ci aveva segnalato è a 7 chilometri di salita "durilla" (così definita da un ciclista di passaggio) e deve essere un posto molto carino ma anche molto caro.
La nostra guida ci indica che c'è un solo posto in cui dormire e per nulla a buon mercato.
Decidiamo di arrivare fino ad Algeciras, consapevoli che si tratta di un posto terribile ma di portarci avanti per passare una mezza giornata in spiaggia domani a Tarifa.
La strada che ci porta ad Algeciras non è particolarmente significativa, se non fosse che ad un certo punto vediamo una quantità incredibile di cicogne appollaiate su nidi predisposti su tralicci. Sono tantissime, purtroppo nessuno di noi due ha documentato la cosa con qualche foto.
Prima di Algeciras incontriamo un ciclista locale, che ci scorta nel dedalo di questa città portuale, che è piuttosto brutta, ma che ha la fortuna di permettere una vista unica sulla rocca di Gibilterra.
Arriviamo all'Hostal Nuestra Señora del Carmen, che è una autentica bettola. Stiamo precipitando nella qualità delle sistemazioni per la notte.
La cena non merita citazioni particolari, né la città, che è bruttina e sporca. Ci consola il pensiero che domani saremo a Tarifa e sentiremo il profumo dell'Africa.
 
Canzone del giorno: Africa (Toto) 
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