Ancora Connemara, gran musica!

Trip Start Jul 08, 2009
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Trip End Jul 21, 2009


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Where I stayed

Flag of Ireland  , Western Ireland,
Friday, July 17, 2009

Meteo: uggioso, pioggerella a tratti

Ci prepariamo la colazione nella cucina dell'ostello e poi ci dirigiamo verso il parco nazionale del Connemara. C'è un tour con guida, ovviamente in inglese. E' tutto gratis, parcheggio, ingresso e tour. Facciamo conoscenza con quello che qui chiamano il bog, una gigantesca palude che a prima vista sembra un comodo tappeto d'erba, ma che nasconde profondi acquitrini. La nostra guida ha delle pedule, e anche delle ghette. Ben presto dovremo ammettere che lo sguardo di compatimento dell'inserviente alla vista delle nostre calzature era carico di esperienza. La guida è eccellente. Ci fa inerpicare sulla collina, da cui si vede tutta la baia, e ci mostra fiori coloratissimi, erbe medicamentose, perfino una pianta carnivora. Sopra di noi la Diamond Hill, dietro cui si nascondono le montagne del Connemara, le Twelve Bens, sotto di noi un arcipelago di isole e isolette. Ci mostra anche un pezzo di torba e ci spiega il processo di produzione. Il suo costo è ancora concorrenziale e molti irlandesi continuano a farne uso. Mi colpisce una domanda di un partecipante al tour. Nella metà dell'800 in Irlanda la carestia delle patate ha mietuto molte vittime. Come è stato possibile che anche nel Connemara molti siano morti? Non potevano nutrirsi di pesce, presente in abbondanza nella regione? La guida ha risposto che è vero, il pesce c'era, ma i contadini non avevano diritto a pescarlo, i signorotti erano padroni della costa ed il pesce pescato apparteneva a loro. Signorotti....
Usciamo dall'umidità del bog, e saliamo nel percorso che dovrebbe portarci in cima. Ci fermiamo prima perchè il tempo non promette granchè, ma la vista è comunque imperdibile. Vento fortissimo.
Torniamo a valle, picnic al parco giochi, caffè e in macchina verso la Sky Drive, un percorso panoramico lungo una vicina penisola. Il panorama è fantastico, ma il tempo peggiora. Proprio sulla punta, scoppia un temporale fortissimo. Ne approfittiamo per una pennichella in macchina. Nessuno fiata per un'ora, i ritmi forsennati della vacanza e la giornata intensa cominciano a fare effetto.
Il temporale si placa e ci svegliamo. Più per dovere che per piacere, usciamo dalla macchina, per scattare qualche foto. Il posto è incantevole, peccato essere così esausti. Di fronte a noi l'isola di Inishbofin, che la guida ci ha consigliato. Sarebbe bello visitarla, ma il tempo non sarà un granchè nei prossimi giorni, meglio evitare. Ritorno all'ostello, non prima di un merendino con torta, riposino e cena con un pollo pronto.
Alla sera usciamo e assistiamo al concerto più bello di tutta la vacanza!
Per caso, ascoltiamo musica uscire da un pub, proprio dall'altro lato rispetto al Mannion's. Sembrano in cinque e invece sono solo in due, la gente stretta in piedi con la birra in mano a battere il piede per terra. Uno è Micky Martin(arpa, bouzouki, mandolino, voce) e l'altro Fergan Scahill(chitarra, bodhran, violino, ma qui lo chiamano fiddle). Fanno musica irlandese, ma rigorosamente amplificata. La loro potenza sonora è incredibile, fanno pezzi velocissimi alternati a melodie struggenti. Micky è un animale da palcoscenico, ogni pezzo ha la sua storiella o battuta. Ogni storiella termina con le risate, quella del pubblico e la sua, fragorosa, inimitabile, contagiosa.
Fergan è un chitarrista eccezionale. Suona con una chitarra elettroacustica, collegata con due pick up ad una pedaliera da cui ricava sostanzialmente due suoni, uno che usa per accompagnare Micky con potenti bassi e uno per gli assoli, autentiche perle. Usa corde ENORMI, 013-056, praticamente un basso! Al violino è un demonio, velocissimo, ma anche preciso e potente. E' anche due volte campione irlandese di bodhran, il tamburo irlandese. Lo suona in un pezzo da solo, per introdurre un corso che si terrà nei giorni a seguire. Delirio collettivo.
Usciamo dal locale con gli occhi e le orecchie pieni di musica, e con due nuovi CD che compriamo direttamente da loro. Serata da incorniciare.



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