Melbourne ha tante facce

Trip Start May 02, 2012
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Trip End May 28, 2012


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Where I stayed

Flag of Australia  , Victoria,
Monday, May 21, 2012

Melbourne. Siamo arrivati ieri lasciandoci alle spalle la Great Ocean Road, siamo arrivati stanchi e trafelati dopo i giorni di macchina passati a scorrazzare per le coste del sud Australia. Il primo impatto è stato deludente, siamo entrati nella città, sbagliando strada diverse volte, nel primo pomeriggio. La giornata è assolata, un caldo sole illumina i palazzi ma una brezza fredda ci fa capire che in Australia è autunno. Lasciamo la nostra Hyunday e passiamo il resto della giornata a riposarci nel nostro albergo nel cuore del distretto centrale.
Oggi sveglia tardi. Abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo per visitare la città, così rilassati cominciamo la visita.
Melbourne è una città variegata, ha subito le influenze di tutte le culture che la abitano, cinese, indiana, araba, italiana e mille altre nazionalità che si mescolano in un meltin’pot variopinto. Il paesaggio è costituito da alti grattacieli ricoperti di lucenti vetrate e piccole case decadenti dalla facciate in stile vittoriano, vorrebbe, ma non è bella come Sydney. Passeggiando per le vie del centro si notano decine di negozi e centri commerciali dietro ogni portone. I cantieri del centro inoltre sono costituiti da edifici completamente sventrati per fa posto ad altri centri commerciali, ma solo la facciata del palazzo predecessore rimane in vita, per cui si vedono alte e imponenti facciate e dietro il vuoto. Strano e suggestivo.
Per visitare la città decidiamo di fare un giro in battello lungo il fiume Yarra che sfocia pochi chilometri più a sud in una baia per poi mescolarsi con l’oceano. Il giro in battello era una attività decantata da ogni guida e volantino come il miglior modo per vedere la città, in realtà non ci ha lasciato molto entusiasti, forse la cosa che ci è rimasta più impressa è stata la scolaresca australiana che è salita con noi nella barca: adolescenti in piena tempesta ormonale, i maschietti tutti con le facce butterate e i capelli come Solange, mentre le femminucce tutte di una bellezza timida e acerba. Ci hanno fatto sorridere. 
Finito il giro in barca abbiamo continuato a perderci per le larghe strade del centro, finche non arriviamo alla Federation Square, la piazza principale di Melbourne attorno alla quale ruota tutta la movida della metropoli. E’ una piazza dalla geometria variabile e i palazzi che la circondano sono rivestiti da facciate spigolose e multiformi, l’effetto è del tutto piacevole e passeggiare con la testa all’insù per osservare le architetture del luogo è un esperienza da assaporare.
Proprio nella FedSquare si trova uno dei più interessanti musei della città: ACMI (Australian Center of Moving Images), entriamo quasi per sbaglio e un po’ svogliati per essere poi inondati da uno dei più bei musei che abbia mai visitato.
Il centro contiene una sezione dedicata ai viedo giochi, da qui si passa al cinema per poi finire con una sezione contenente degli esperimenti di intrattenimento interattivo. La visita non è un classico scorrere di immagini o allestimenti, ma è un grande laboratorio dove ogni effetto in mostra può essere toccato con mano. Ci sono dei filmati di George Melies, il primo cineasta che nel 1903 usò per primo gli effetti speciali, il famoso “viaggio sulla luna” è proprio una sua opera. La sezione interattiva è magnifica, c’è una simulazione degli effetti speciali di Matrix, una dedicata allo slow motion, una dedicata alle ombre cinesi, una sulla costruzione dei suoni. Potrei stare ore a parlare di  quello che abbiamo visto, ma devo dire che è difficile descrivere a parole un museo dedicato alle immagini. Ma in due parole aggiungo che è coinvolgente, divertente e ne è valsa assolutamente la pena. Da vedere!
Usciti dal museo, abbiamo continuato a girovagare per questa città che in fondo tanto male non è, per poi tornare in albergo a sciacquarci la faccia prima di uscire per cena, stasera abbiamo un solo obiettivo: mangiare la carne di canguro. Abbiamo già individuato il ristorante, non ci resta che andare e farci satolli con quei teneri animaletti salterini. Gnam!
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