Into the wild/Lo Spirito della Montagna

Trip Start Aug 18, 2011
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Trip End Apr 30, 2012


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Flag of Lao Peoples Dem Rep  ,
Friday, February 3, 2012

North Laos 03 - 17.02.2012 (English version)

Ok, we say enough is enough and force ourselves to move from Vientiane - first we head north. We don't go too far. First stop - Vang Vieng - the Amsterdam of South East Asia. The party capital of Laos. This, once small and queit fishermen village is growing into something quite ugly and overdeveloped. We don't come here for parties though but for beautiful nature arround. However, there is no way to avoid the "dark" side of Vang Vieng. On arrival we are "welcomed"by drunk and stoned crowd of falang (means "foreigner" in Lao). The center of the village is packed with identically looking restaurants. All of them furnished with big plasma screens showing "Friends and "Simpsons"constantly. All of them have beds and low tables so that one can eat in horizontal position and after a meal sleep through the hangover of the previous night's party. It's an interesting sociological phenomenon. Quite dangerous too. As the main entertainment in the village is tubing i.e. swimming in the river using a big tractor wheel's tube. http://www.travelpod.com/dashboard/entry/1/1331751285#Only during month before our arrival 3 drunk tourists drowned in the river. In the year 2011 alone there were 14 deaths of foreigners in Vang Vieng... Well, we find accommodation in bungalow far from all this mess. Apparently leaving Vientiane hasn't cure our laziness. It is still with us. We manage to do some cycling in the surrounding countryside but not too much. Anna make some deals with local women handweaving really beautiful stuff. At the end of the transaction they were almost good friends of Anna. Pou Cave and the Blue Lagoon are definitely worth to be visited (see the photos. Mind, there are at least 5 different caves with similarily sounding names in the vicinity - Pha Cave, Phou Cave, Phu Cave etc and each has also "Blue Lagoon"and each charges heavy entrance fee and every single one of those are simply scams not worth a penny. Yes, Laotions are no longer only innocent and gentle people as they were in numerous stories told us by other fellow travellers who visited Laos years ago. Not only Vang Vieng but also Luang Prabang and other destinations we pass through are equiped for tourists with identically looking bungalows and restaurants both with handsomely inflated prices. They are populated by some cheaky and money hungry staff. Ok, stop with this complaining. Laos remains a beautiful place - worth to be travelled to. Wild nature is still present although it gives way spreading timber logging and development a la China. I think we start understanding where local people believes and misticism are coming from. Contrary to our countries forces of natures still prevail in most parts of Laos (not for long probably). The rivers are unregulated, forests untamed. People lifes depend on these wild unpredictable forces. Flood or draught can affect their existence heavily. So what they do to appease the gods? They pray. For them every place has it's spirit. Every house has a shrine devoted to a guardian. It does make sense. By believing in the spirit of the place you actually should treat the place with respect not damage it mindlessly. By not cutting down the forest you prevent landslides. By not tarmacing ground you may prevent flashfloods. Finally, respecting and fearing the spirit of the river you don't swim in there drunk - vide Vang Vieng case. An anectode, apparently true one. In Lao army, when a unit crosses a river, the last soldier crossing is calling the fictional soldier marching behind. It's done in order to deceive the spirit of the river, as it is believed that the spirit always want take the last from the group... Luang Prabang - our next stop - old capital of the country, is a sweet, picture postcard destination with mistique temples and plenty of fancy-pansy boutique hotels. After taking a few picture postcard photos while cyclig around here we go further north. Nang Khiaw and Muang Noi Neua - two riverside villages, the latter one accessible only by boat. A bit fewer tourists but staff in bungalows as cheaky as everywhere else. Here we have to admit our fault. We are a bit disorganized in Laos. The best way to see the country is to travel from south to north or in oposite direction from north to south. We arrive exactly in the middle - in Vientiane. After travelling a bit north we realised we have to retreat back to Vientiane to head southwards...:) The visa allows us to stay only one month and we lost so much time in the capital at the begining:)




Laos del Nord 03 - 17.02.2012   (versione italiana)


A malincuore diciamo addio alla capitale ma non andiamo troppo lontani, VangVieng, la prossima destinazione. Durante il tragitto di polvere rossa e finestrini aperti bloccati, un simpatico eloquente signore del luogo mi fa assaporare un po' di magia, quella raccontata anche da Tiziano Terzani. Lungo i bordi sulla strada per VangVieng, mi indica una piccola casetta di legno, adornata di fiori colorati, cibi e bevande, e profumata di incensi. Sono le offerte della popolazione locale per lo Spirito della Montagna. "Chiunque passi per questa strada deve rendere omaggio allo Spirito della Montagna": questo mi dice. Io sorrido, incapace di capire se scherza o parla seriamente. Non scherza, ci crede davvero. Sgrana gli occhi e continua: "tante vittime, sopratutto giovani, spaventati dall'ira del fantasma che è apparso durante la notte manifestandosi in forme terribili; sempre ringraziare e rendere omaggio agli spiriti". Io, da occidentale, ho un'altra teoria: VangVieng, l'Amsterdam del sud est asiatico, dove alcool, funghi allucinogeni, mariuana e oppio sono all'ordine del giorno, inclusi addiritura nei menu (pizza alla mariuana) mi fa pensare che questi giovani siano stati in preda a ben altre furie, diverse da quelle dello Spirito della Montagna, condsiderando, oltrettutto, che la casa del fantasma si trova in una curva pericolosa. Devo amettere però che l'idea dello Spirito della Montagna mi piace, così, mi faccio catturare da queste fantasie e tra queste montagne gli rendo omaggio anch'io (col pensiero), speriamo ci protegga. Arriviamo a VangVieng, la capitale laotiana dei parties, nel tardo pomeriggio e lo spettacolo delle montagne ci sciocca: bellissime. Noi non siamo qui per le feste  ma per la sua ammaliante e selvaggia natura, anche se è difficile evitare il lato oscuro di VangVieng. Appena arriviamo ci danno il benvenuto gruppi di giovani "strafatti", o meglio, "allucinati". Il centro del villaggio è formato da una non indifferente quantità di identici pub-ristoranti tutti forniti di grandi televisioni al plasma che trasmettono le diverse serie televisive di Friends e Simpson, 24 ore su 24 Tutti hanno letti e tavolini  in modo da mangiare orizzontalmente e dopo il pasto dormire per smaltire la fattanza del party della notte precedente. E' un interessante fenomeno sociologico, abbastanza pericoloso. Uno delle maggiori forme di intratenimento del villaggio è il cosìdetto" tubing": si galleggia lungo il fiume in una camera d'aria e  si viene catturati con una corda dai vari bar  lungo le due sponde che ti rifocillano di alcool. Solo durante il mese di  gennaio 3 giovani sono morti nel fiume e lo scorso anno 14 le vittime di questo divertimento in Vang Vieng. Noi cerchiamo un bungalow dall'altra parte del fiume, quella più tranquilla, ma la musica assordante fino alle 3 di notte arriva comunque, terribile e commerciale. La nostra pigrizia sembra accompagnarci durante il nostro soggiorno nel Laos. Anche qui non facciamo tantissimo (per me è abbastanza): riusciamo comunque a fare un percorso in bicicletta di 30 km  a 35 gradi , non è da poco, e un giorno ci rilassiamo tra le fresche acque della laguna blu e la bellissima grotta di Pou . Ma attenzione, ci sono minimo 5 o 6 differenti grotte  nelle vicinanze  chiamate con nomi più o meno simili in modo da confondere il turista e ogni entrata offre la laguna blu che non esiste  imponendo biglietti d' ammissione. Bisogna ammetterlo, i laotiani non sono più le innocenti e  gentili persone descritteci da chi ha visitatao il Laos qualche anno fa; altro che pecunia non olet, il profumo dei soldi è accattivante anche qui. Nonostante ciò, la bellezza delle montagne e la giungla che le ricopre (e a volte anche qualche cannetta), hanno un effetto mistico e magico sulla popolazione locale. Dopo varie salite all'uscita di VangVieng, alla sommità di una delle più ripide si trova un piccolo bar-ristorante incastonato in un meraviglioso giardino tropicale, che serve bevande fresche e cibo tradizionale. I proprietari sono un signore tailandese (che parla un perfetto inglese e io colgo la palla al balzo e cerco di esaurire la mia curiosità sugli spiriti del luogo) e la moglie laotiana. L'uomo, 65 anni, è da 5 anni che ha comprato questo terreno (che si trova in una posizione strategica) circondato da bellissime montagne,  e lo ha coltivato a ananas, papaie, jack fruit,e bellissimi fiori. Nel Laos si crede che ogni luogo sia abitato/governato da spiriti, a volte buoni e a volte cattivi. La popolazione locale e lo stesso proprietario convinti che il suddetto pezzo di terra fosse dominato da spiriti maligni lo hanno recintato e  marchiato come terra maledetta. Il tailandese, che ne sa una più del diavolo, non si fa intimidire e lo compra a un prezzo stracciato. Immediatamente ci costruisce un altare e inizia a pregare e dare offerte al fantasma del terreno acquistato, ogni giorno, per mesi e mesi. Un giorno, durante una delle sue preghiere gli appaiono due spiriti bianchi, uno al suo lato destro, uno a quello sinistro: questo è  il segnale, il messaggio di benvenuto. Si rimbocca le maniche e costruisce una piccola casetta di pietra e legno e finalmente la coppia si trasferisce. A questo punto, però, devono anche iniziare ad avere "delle entrate" e pensano di piantare fiori da vendere al mercato, con tanti dubbi e incertezze, però. Una mattina, mentre si chiede veramente sul da farsi, alcuni turisti, dopo la ripida salita in bicicletta, gli chiedono se ha da bere. " sì" risponde...ed ecco la risposta. Pochi giorni dopo un piccolo baretto di canne e foglie di banano appare sul ciglio della strada. La coppia inizia ad avere la sua clientela, e col passare del tempo i turisti, oltre alle bevande, iniziano a chiedere anche da mangiare. Qualche tempo dopo un menù di cibo tradizionale è pronto a essere servito. Le cose ora vanno più che bene, anzi vanno sempre meglio, la clientela inizia a chiedere se ci sono delle camere," tra qualche mese, chissà" mi dice...sorrido, ma la genuinità con cui queste storie mi vengono raccontate mi piace da morire. Piccolo dettaglio, questo signore fuma cannoni (e non cannette) da 46 anni; la sua vita è un mix di misticismo e fattanza: è stato "uomo della città" (men of the city), senzatetto per scelta, ha girovagato in trans per le strade di Bangkok, meditando e mangiando una sola volta al giorno per 2 anni; rendendosi conto che ciò non lo aiutava a maturare!?  ha lasciato la città ed è diventato uomo della giungla (men of the jungle); trasferitosi nel nord della tailandia, ha vissuto nella giungla per 4 anni dove finalmente ha raggiunto il nirvana. Un pazzo, penso io. Mi racconta tante storie e così al mio caffè col ghiaccio, si aggiunge latte di cocco, spremuta di anguria e un altro caffè, etc etc.

Iniziamo a capire le credenze locali e il misticismo che aleggia tra queste montagne e in tutto il Laos. Per i laotiani ogni luogo è il suo spirito, per questo pregano e danno offerte. Davanti a ogni abitazione vienne collocato un picolo altarino, solitamente rappresenta la casa che si vuole proteggere, nel cui interno ci viene messo un pò di tutto:   dai budda alle varie statuette e oggettini, ai braccialetti e alle banconote piegate quasi a sembrare origami; una volta ci ho visto anche una zebra. E all'esterno le offerte: incensi, ghirlande di fiori, noci di cocco (piene), frutta fresca, biscotti, patatine, coca cola, pepsi... mangia e beve porcherie questo spirito!

Ci sono oltrettutto tanti simpatici anedotti che fanno sorridere: nell'esercito laotiano, quando un'unità attraversa un fiume, l'ultimo soldato si gira e grida un nome fittizio  in modo che lo spirito del fiume resti in attesa dell'ultimo soldato per portarselo con se...l'ultimo soldato che mai arriva.

4 giorni a Vang vieng, ce la stiamo prendendo troppo comoda, e il nostro visto si sta accorciando troppo rapidamente. Ci dirigiamo a Luang Prabang, la vecchia capitale del Laos, e forse anche la più pittoresca e bella città di tutto il sud est asiatico. Una meravigliosa cartolina con i suoi budda nasosti tra le ombrosità dei parchi, le stupe d'oro e i  templi lucenti, gioielli  che emorgono quà e là, numerosi, come numerose sono le guesthouse, gli hotel di lusso e le boutique, senza contare i  turisti, turisti e turisti. Luang Prabang non fa per noi, decidiamo che, nonostante la sua bellezza, 2 giorni sono più che sufficienti. Zaino in spalla e ci inoltriamo nel Laos, quello un pò più selvaggio e remoto. Spendiamo circa una settimana tra i villaggi di Nang Khiaw and Muang Noi Neua, entrambi lungo le rive di un fiume e l'utima accessibile solo con la barca; qui pochi turisti. Facciamo un po di trekking, visitiamo i villaggi vicini, le numerose grotte dove la popolazione locale soleva vivere durante la guerra. Interessante.

A questo punto dobbiamo ammettere ancora una volta la nostra disorganizzazione: la via migliore per visitare il Laos è dal nord verso il sud o viceversa ma noi siamo arrivati esattamente nel mezzo con Vientiane. Dopo aver visitato una piccolissima parte del nord realizziamo che dobbiamo tornare indietro se vogliamo farci un'idea sul sud della nazione e, così, eccoci di nuovo a Vientiane, senza fermarci stavolta.



Polnocny Laos 03 - 17.02.2012 (Wersja polska)


Co za duzo to niezdrowo. Po 8 dniach lenistwa zmuszamy sie do opuszczenia Vientiane - ruszamy na polnoc - niezbyt daleko na poczatek. Vang Vieng - Amsterdam Azji poludniowo wschodniej, stolica rozrywki w Laosie. Ta kiedys cicha rybacka wioska przeistacza sie w cos pokracznego. Nie przyjechalismy tutaj aby imprezowac, bynajmniej. Nasz cel to urokliwa okolica otaczajaca miejscowosc. Niestety niesposob uniknac rozrywkowego Vang Vieng. Po przyjezdzie zostajemy "przywitani" przez tlumek pijanych i ujaranych falang ("cudzoziemcy" w jezyku miejscowych). Centrum wioski jest napakowane identycznymi restauracjami wyposazonymi w duze, plaskie ekrany telewizyjne pokazujace na okraglo amerykanskie seriale "Przyjaciele" i "Simpsonowie". Wszystkie restauracje maja niskie stoliki z lozkami dla klientow. Wiec, podczas posilku mozna wlepiac wzrok w telewizor a po posilku mozna uciac sobie drzemke aby przespac zeszlonocnego kaca. Vang Vieng to interesujace socjologiczne zjawisko - czasami smiertelnie niebezpieczne. Glowna rozrywka, oprocz picia alkoholu i narkotykow to tzw tubing. Po prostu plywanie po rzece w duzej gumowej detce. Tylko w ciagu miesica poprzedzajacego nasze przybycie utonelo w rzece 3ech turystow. W ciagu roku 2011 w sumie zginelo w Vang Vieng 14 odwiedzajacych z zagranicy....  Udaje nam sie znalezc zakwaterowanie z dala od tego zamieszania. Dobrym sposobem na zwiedzanie okolicy sa przejazdzki rowerowe. Podczas jednej z takich wycieczek Anna zakupila kilka recznie tkanych obrusow od miejscowych kobiet. Po calej transakcji, kiedy odjezdzalismy sympatyczne panie zegnaly Anne prawie jak najlepsz przyjaciolke. Jaskinia Pou Cave i zalew Blue Lagoon to na pewno miejsca ktore warto bylo zobaczyc (zalaczone zdjecia). W okolicy znajduje sie przynajmniej 5 miejsc o podobnie brzmiacych nazwach - jaskinia Pha, jaskinia Phou, jaskinia Phu itd. Kazde z nich oczywiscie ma rowniez "Blue Lagoon". "Blue" tylko z nazwy z reguly to zwykle blotniste bajorko. Kazde z nich kasuje drogi bilet za wejscie i kazde jest ordynarna podrobka ktora ani troche nie przypomina oryginalu. Tak, Laotianczycy juz nie sa niewinnymi i przesympatycznymi wiesniakami, jak z wielu opowiesci podroznikow ktorych spotkalismy na naszej drodze a ktorzy odwiedzili Laos lata temu. Nie tylko Vang Vieng ale rowniez Luang Prabang i pare innych miejsc ktore odwiedzilismy na polnocy kraju wyposazone sa w identycznie wygladajace bungalowy i restauracje. Kazde z nich oferujace przecietny serwis za nadmuchane ceny, z niezawsze mila i uczciwa obsluga. Dobra, dosyc marudzenia. Laos wciaz oferuje pekne pejzaze i dzika przyrode. Niestety zapewne niezbyt dlugo - wycinka drzew postepuje szybko i wkraczaja tutaj chinscy budowlancy.  Powoli zaczynamy rozumiec skad sie bierze wiara mistycyzm i animizm w tych stronach. W przeciwienstwie do Europy, sily natury wciaz rzadza tutaj niepodzielnie. Rzeki sa dzikie i nieuregulowane a lasy geste i nieujarzmione. Zycie ludzi jest na lasce nieprzewidywalnych zywiolow. Powodz czy susza moze obrocic zycie miejscowych do gory nogami.  Co oni robia aby zapewnic sobie pomyslnosc. Po prostu sie modla. Dla nich kazde miejsce ma swojego ducha. Kazdy dom posiada mala kapliczke gdzie skladane sa ofiary za pomyslnosc domownikow idomostwa. Zaczynamy rozumiec ze ma to jakis sens. Wierzac w ducha miejsca powinno sie je traktowac z szacunkiem a nie niszczyc je bezmyslnie. Oszczedzajac lasy ogranicza sie osuwiska, nie zabetonowujac podloza ogranicza sie ryzyko naglych powodzi. W koncu traktujac rzeke z respektem i szacunkiem nie plywa sie w niej po pijanemu (Vang Vieng).    Anegdota - w armii Laotianskiej istnieje przepis ze gdy oddzial zolniezy przekracza rzeke, ostatni w szerego wola za siebie do nieistniejacego kolegi aby oszukac ducha rzeki. Wedlug wierzen rzeka "lubi" porywac swoim nurtem ostatniego z grupy. Luang Prabang - nasz nastepny przystanek - dawna stolica kraju, to slodka i pocztowkowo piekna miejscowosc z mistycznymi swiatyniami i niezliczonymi przepacykowanymi hotelikami. Po zrobieniu wielu pocztowkowych zdjec podczas przejazdzek rowerowych decydujemy sie wyruszyc dalej na polnoc.  Nang Khiaw i Muang Noi Neua - to dwie urokliwe nadrzeczczne wioski, ta ostatnia dostepna tylko lodzia. Troche mniej turystow ale obsluga w bungalowach tak samo juz "nadpsuta". Tu musimy uderzyc sie w piersi (lub czola). Zamiast podrozowac przez Laos z poludnia na polnoc lub odwrotnie . co mialoby sens spogladajac na mape, my zaczelismy dokladnie w srodku - w Vientiane. I teraz jesli chcemy odwiedzic rowniez poludnie musimy zawracac. Wiza ma tylko 30 dni a my zmarnowalismy tyle czasu po przyjezdzie do stolicy....
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